Il sindacato delle giocatrici WNBA avrebbe respinto una proposta della lega di alzare addirittura del 400% il tetto degli stipendi minimi delle atlete, in sede di negoziati per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro CBA che scadrà al termine della stagione in corso.
Proposta che avrebbe innalzato dai circa 65mila dollari di oggi a circa 250mila dollari annui il minimo salariale per le giocatrici, e alzato fino a un milione di dollari annui il massimo salariale. Cifre però respinte dal sindacato WNBPA che ha definito la proposta “miope” e sostanzialmente solo un “contentino” alla categoria, senza affrontare la vera questione, ovvero quella della redistribuzione più equa degli introiti della lega.
La battaglia per il prossimo collective bargain agreement delle giocatrici NBA è ottenere una maggiore quota dei cosidetti basketball revenue sharing, i profitti che la WNBA genera con il suo prodotto. Con la sua ultima proposta invece la WNBA avrebbe prospettato sì un forte aumento degli stipendi ma senza andare a toccare l’attuale sperequazione degli introiti. Qualcosa che il sindacato aveva già definito “uno schiaffo in faccia alle atlete” in occasione del giro di trattative alla pausa per l’All-Star Game di luglio.
Una situazione che al momento sembra indicare che la WNBA andrà incontro a uno sciopero, a un cosiddetto lockout che potrebbe anche tardare l’inizio della prossima stagione qualora dovesse trascinarsi. Come già successo in passato restando al basket nella NBA, nel 1999 e nel 2011. Il tutto in un monento storico per la lega che dal 2026 avrà altre due franchigie d’espansione, le Toronto Tempo e le Portland Fire, e che si espanderà anche a Detroit, Cleveland e Philadelphia entro il 2028-2030.
Dal 2026 entrerà in vigore anche nella WNBA il nuovo contratto sui diritti TV da 11 anni e 76 miliardi di dollari fimato dalla NBA nel 2024 con ABC\ESPN, NBC e Amazon Prime Video, accordo che genererà ulteriori entrate per la WNBA.
WNBA che nel 2025 ha già intanto fatto siglare il nuovo record di spettatori paganti nelle arene, record che resisteva dal lontano 2002, con 2.43 milioni di spettatori.

