L’imperativo per la Reyer Venezia 2025-2026 è uno solo: la riscossa. La scorsa stagione infatti, iniziata con la messa a punto di un roster competitivo volto a confermare la società lagunare nella parte alta della classifica sia nazionale che continentale, ha lasciato più malumore che soddisfazioni. La sfida all’ultimo sangue con la Virtus Bologna nei quarti di finale dei playoff scudetto non è infatti bastata a cancellare un’annata che ha visto gli orogranata da un lato rincorrere l’8° posto in Serie A per tutta la seconda metà della regular season, e dall’altro ottenere il pass per gli ottavi di finale di EuroCup solo all’ultima giornata (per poi uscire subito con Gran Canaria). La Reyer in questa stagione non potrà quindi che cercare di riaffermarsi come una delle migliori squadre del campionato italiano e della seconda competizione europea.
Roster Reyer Venezia 2025-2026
- Playmaker: RJ Cole (Vilnius), Giovanni De Nicolao (Napoli), Ky Bowman (Treviso)
- Guardie: Leonardo Candi (Tortona), Denzel Valentine (Trieste)
- Ali piccole: Carl Wheatle (confermato), Jordan Parks (confermato)
- Ali grandi: Stefan Nikolic (Cremona), Giga Janelidze (confermato), Kyle Wiltjer (confermato)
- Centri: Amedeo Tessitori (confermato), Chris Horton (Trapani), Alessandro Lever (confermato)
A guidare la panchina sarà ancora coach Neven Spahija, confermato alla guida della compagine orogranata per il terzo anno consecutivo.
Punti forti e punti deboli del roster della Reyer Venezia 2025-2026
Il punto di partenza è sempre quello delle continuità che la società lagunare cerca di dare ai propri progetti: niente tabulae rasae, ma aggiustamenti più o meno misurati del roster. Ecco quindi che è arrivata la conferma di 6 pedine, necessarie a dare una solida base di partenza e a facilitare le operazioni di integrazione dei nuovi arrivati, soprattutto da un punto di vista di mentalità e spirito di squadra.
Detto ciò, grandi aspettative incombono su un reparto piccoli completamente rinnovato. La Reyer ha portato a casa giocatori dotati non solo di atletismo, capacità tecniche e una mentalità vincente, ma anche – e soprattutto – con punti nelle mani. Cole, Bowman e Valentine sono tutti interpreti che lo scorso anno hanno chiuso ben oltre la doppia cifra in termini realizzativi (e con almeno il 40% dall’arco, una soluzione che Venezia cerca spesso e volentieri) e che quest’anno saranno chiamati a fare la differenza guidando la fase offensiva dei lagunari, sia da creatori di gioco per i compagni che da principali terminali.
Più curiosità si cela invece dietro il reparto lunghi. L’addio di Kabengele è coinciso con l’arrivo di Horton, che avrà il duro compito di non far rimpiangere il suo predecessore. L’ex Trapani non ha sicuramente la stessa fisicità che consentiva al neo giocatore di Dubai di dominare in lungo e in largo sia sotto le plance che nel pick&roll, ma ha atletismo da vendere e si incastra perfettamente nell’idea di un gioco più dinamico. Stessa cosa vale per Nikolic, che lascia giù dei kg rispetto a Simms ma apporta maggiore duttilità.
L’idea di imprimere più giri al proprio gioco, nonostante ci siano i giocatori adatti, potrebbe rivelarsi difficile da applicare. In primis, è non è cosa scontata, c’è da costruire una buona chimica tra il nuovo pacchetto esterni e i veterani della squadra; in secondo luogo bisognerà assicurarsi che tutte le pedine riescano effettivamente a calarsi nella propria parte.
E qui dovrà emergere la guida tecnica di coach Spahija, che si trova per le mani una squadra più talentuosa e in cui sarà fondamentale non solo creare un gruppo unito, ma anche azzeccare le rotazioni giuste. Aspetto, quest’ultimo, che tra infortuni, scelte forzate e rendimenti sottotono, ha messo non poco in difficoltà l’allenatore croato, il quale aveva trovato nel binomio Ennis-Kabengele una sorta di tappeto (corto) sotto cui nascondere tutto il resto.
Le ambizioni e gli obiettivi stagionali
Come anticipato nel paragrafo di apertura, l’ambizione della Reyer Venezia 2025-2026 non può essere che quella ti tornare a confermarsi tra le squadre più forti sia della Serie A che dell’EuroCup. Concretamente questo significa da un lato chiudere nella top5 tricolore al termine della regular season, puntando magari ad ottenere il fattore campo per facilitare un percorso che dovrebbe vedere gli orogranata alle semifinali scudetto, e dall’altro affermarsi tra le migliori 8 squadre della seconda competizione europea (quindi superare non solo la prima fase, ma anche quegli ottavi di finale raggiunti già in tre occasioni e che stanno stretti alla società lagunare).
Per ottenere questi obiettivi la Reyer dovrà cercare soprattutto continuità a livello di risultati, fattore che la scorsa stagione è mancato e che ha portato Tessitori e soci a rischiare l’esclusione sia dai playoff nazionali che dalla seconda fase europea. Non ci saranno sicuramente partite scontate, ma il talento, il carattere e l’esperienza di questo gruppo sono il mix giusto per evitare cadute “fragorose” e ottenere vittorie di rilievo.

