Un tifoso dei Los Angeles Lakers ha fatto causa a LeBron James per 865 dollari, spesi per acquistare un biglietto di una partita casalinga della stagione NBA 2025-26 dei gialloviola, dopo che LeBron aveva acceso le speculazioni sul suo ritiro in un teaser pubblicitario intitolato “the Second Decision”.
Teaser che ammiccava alla celebre The Decision di James nel 2010 e che, nonostante si fosse capito si trattasse di una trovata pubblicitaria (di un cognac, per l’esattezza), ha fatto schizzare a cifre mostruose i prezzi dei biglietti per l’ultima partita a Los Angeles dei Lakers, contro gli Utah Jazz, e non solo.
Nessuna indagine per insider trading almeno per ora, a oggi solo un tifoso che s’è sentito buggerato, tal Andrew Garcia di 29 anni che ha speso quasi 900 dollari per due biglietti supponiamo di “piccionaia” visto i prezzi già di default per le partite NBA, per la gara tra Lakers e Cleveland Cavs che in caso di ritiro di King James sarebbe stata l’ultima in carriera contro i suoi Cavaliers, il 31 marzo prossimo. E che ora rivuole indietro i suoi soldi e ha fatto causa a LeBron James per “truffa, inganno e condotta fuorviante“.
Difficile che il tifoso possa mai ottenere un rimborso per un’azione comunque volontaria e consapevole ma mai dire mai, coi giudici americani. Che però l’intera faccenda sia stata di pessimo gusto, e tutto per una pubblicità di un cognac, non c’è dubbio e le critiche a James sono state sostanzialmente unanimi. L’effetto – certamente non voluto – di gonfiare con sostanzialmente una pubblicità ingannevole i prezzi dei biglietti delle partite dei Lakers è stato però concreto. E se dal punto di vista commerciale e persino legale (vedremo) molto difficilmente ci saranno le condizioni per rivalersi, di certo e per quel che vale (molto poco) dal punto di vista morale l’ultima trovata di marketing di LeBron James non è stata delle migliori.
