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Clippers, Chris Paul “in pace con tutto”: altra frecciata contro la dirigenza?

di William Zanellato
chris paul

Chris Paul ha dichiarato di essere “in pace con tutto” dopo la recente decisione dei Clippers di tagliarlo dalla squadra dal prossimo 15 dicembre.

La disorganizzazione di una franchigia come quella dei Los Angeles Clippers deve fare i conti con la maturità dimostrata da un futuro hall of famer del calibro di Chris Paul. Le strade si sono divise amaramente solo qualche giorno fa. Dopo una lunga conversazione notturna tra i vertici della franchigia, tra cui il presidente Lawrence Frank, i Clippers hanno interrotto i rapporti con una delle point guard più forti della storia del gioco.  

La risposta di CP3  

A distanza di alcuni giorni da questa spiacevole rottura, denunciata tra l’altro dallo stesso Paul tramite i suoi canali social, ora CP3 fa sapere di non avere alcun rimpianto. “In realtà sono in pace con tutto”, ha detto Paul, secondo Jordan Greene di People. “Più di ogni altra cosa, sono entusiasta di essere qui e di avere la possibilità di avere un piccolo ruolo in qualsiasi cosa accada in futuro.”, ha aggiunto con uno sguardo ottimista verso quello che sarà il suo ultimo anno nella Lega da giocatore. 

Poi, a stretto giro, non è mancato un messaggio affettuoso nei confronti della sua famiglia: “È stato un po’ frenetico negli ultimi giorni, per usare un eufemismo“, ha detto Paul in un’intervista pubblicata ieri. “Ma sinceramente, sono a casa. Mia figlia ha fatto i provini ieri. Mio nipote ha avuto una partita di basket. Mio figlio ha una partita il 12”, ha ricordato.  

La decisione dei Clippers 

Un’immagine diametralmente opposta rispetto a quella trapelata nelle ultime ore. I Clippers, infatti, hanno deciso di tagliare il giocatore soprattutto per il suo stile di leadership che si scontrava con quello della franchigia e del suo allenatore Tyronn Lue. Secondo le indiscrezioni, infatti, l’head coach dei Clippers si è addirittura rifiutato di incontrare Paul per trovare un compromesso. Il motivo è presto detto: secondo Shams Charania di ESPN CP3 era “troppo esplicito nel chiedere conto alla dirigenza agli allenatori e ai giocatori”. Da qui l’allontanamento dalla squadra. L’ennesimo errore comunicativo e tecnico di una franchigia che vive un’eterna difficoltà.  

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