Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiContrordine compagni: le squadre su Giannis (per ESPN) non ne hanno bisogno

Contrordine compagni: le squadre su Giannis (per ESPN) non ne hanno bisogno

di Michele Gibin

Ci sarebbe quasi da rimanerci male per Shams Charania, che dopo aver puntato tutto su “Jimmy Butler ai Phoenix Suns” per mesi, nonostante i Suns non avessero alcun modo lecito di completare tale trade, ed essersi fatto sfilare da sotto il mento da Nico Harrison e i suoi mandanti l’affaire Luka Doncic, da quest’estate tampina assieme a ESPN il buon Giannis Antetokounmpo e lo tira per la giacchetta, aspettando la fatidica richiesta di trade ai Milwaukee Bucks del 2 volte MVP.

Giannis che finirà con ogni probabilità per lasciare i Bucks, intendiamoci. Ma che non ha almeno a parole alcuna intenzione di farsi tirare per la giacchetta e forzare i tempi. Antetokounmpo ha di recente persino rimbrottato il suo agente, Alex Saratsis, per alcune parole “troppo” in libertà e lasciate filtrare, e chiarito che intende condurre coi suoi tempi e col suo metodo la sua strategia di uscita, per così dire.

Il dato nuovo che impone anche a Giannis più prudenza, è che in questo periodo perlomeno, le squadre che potrebbero domattina fare un’offerta competitiva ai Bucks per Antetokounmpo non hanno alcuna intenzione né motivo alcuno di farlo. I San Antonio Spurs tanto sponsorizzati (a loro insaputa, tra l’altro) da Charania e la ghenga di ESPN (Windhorst, MacMahon) hanno appena battuto i Thunder per la seconda volta in 10 giorni, sono ben contenti del loro roster lungo e versatile e non si capisce perché dovrebbero dare ai Bucks Stephon Castle, Keldon Johnson, Devin Vassell o Harrison Barnes e due o tre prime scelte ora per Giannis, e tentare un esperimento difficile e con un roster improvvisamente più corto e scarso.

Discorso analogo vale per i New York Knicks i quali al contrario degli Spurs hanno però la pressione di dover vincere. A Est di rivali non ce n’è Detroit Pistons a parte, le finali di conference sono un obbligo e le NBA Finals… pure. New York ha appena vinto la NBA Cup e esattamente come gli Spurs sta benissimo così com’è, con Mikal Bridges, OG Anunoby, Josh Hart e Mitchell Robinson accanto a Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns. Rotazioni finalmente lunghe a cui il bravo Mike Brown ha aggiunto Tyler Kolek, perfetto e migliore di Miles McBride come riserva di Brunson. Il redde rationem per i Knicks e soprattutto per Towns lo vedremo ai playoffs: in caso di flop, l’offerta da NY per Giannis è già pronta a partire. Ma non prima.

Che dire dei Minnesota Timberwolves? 20-10 di record, una vittoria di prestigio contro OKC e un Anthony Edwards mai così forte. I Twolves giocano per andare alle Finals, tenendo presente che ci sono sempre i Thunder davanti e che manca una point guard. Una coppia Giannis-Edwards stuzzica la fantasia ma Minnesota dovrebbe svenarsi cedendo Jaden McDaniels, Naz Reid e\o Julius Randle e Donte DiVincenzo.

I Miami Heat sono da anni accostati a Giannis Antetokounmpo. Ciò che mai s’è capito è come Miami pretenderebbe di arrivare a un giocatore del suo calibro senza cedere Bam Adebayo e Tyler Herro, considerando che Pat Riley due estate fa non volle includere Herro nella trade per Damian Lillard, che era il giocatore che Jimmy Butler voleva. Gli Heat hanno inoltre perso 9 delle ultime 11 partite giocate e se si sfoglia la margherita dietro ai due migliori giocatori, chi resta? Andrew Wiggins, il contratto in scadenza di Norman Powell, Jaime Jaquez Jr, il promettente Kel’el Ware e un Nikola Jovic che non sboccia mai e si fa sempre male. Milwaukee (se sarà brava) potrà ottenere di più altrove.

Dei Golden State Warriors (altro ritornello ben noto) si tacerà per decenza. Non c’è una singola offerta competitiva sul tavolo, e Mike Dunleavy Jr non è Bob Myers. E se Jonathan Kuminga non vale più niente sul mercato, occorre ringraziare anche Steve Kerr.

C’è una squadra a tanto così dal bottone del panico, i Cleveland Cavs, a cui mancano le scelte future (grosso ostacolo) ma che hanno contratti e giocatori “giusti” per provare a anticipare i tempi. Jarrett Allen, Darius Garland, DeAndre’ Hunter, Sam Merrill, Max Strus e Dean Wade sarebbero tutti disponibili per Milwaukee. I Cavaliers sono 17-14 di record e l’Est è ancora scalabile almeno fino alla terza piazza dietro a Knicks e Pistons, le prossime settimane e il rientro di Evan Mobley saranno decisivi.

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