Da ormai qualche tempo, il tema centrale nel panorama cestistico europeo è l’annunciata competizione sostenuta dall’NBA, NBA Europe, il cui lancio è previsto per il 2027. Sebbene rimangano ancora molti punti interrogativi, Messina insiste sul fatto che l’esito migliore sarebbe trovare una soluzione che coinvolga tutte le parti in causa: NBA, FIBA ed EuroLeague. L’ex allenatore dell’Olimpia Milano ha affrontato la questione in modo approfondito durante il podcast Hoop Genius.
Le parole di Ettore Messina sul tema NBA Europe e non solo
“Stiamo vivendo anni complicati a causa della mancanza di accordo tra EuroLeague, FIBA e leghe nazionali sulla programmazione dei calendari. I giocatori disputano un numero enorme di partite e le statistiche mostrano chiaramente che gli infortuni aumentano ogni anno. Gli atleti giocano in media 85, 90, a volte 100 partite a stagione. Raramente passano più di due giorni tra un match e l’altro. Abbiamo pagato a caro prezzo questa mancanza di coordinazione”, così ha iniziato coach Messina.
Messina ha spiegato quanto sia difficile per i principali attori fare un passo indietro per il bene dell’intero ecosistema: “È difficile che queste entità rinuncino a qualcosa per migliorare il sistema. Ognuno persegue i propri obiettivi. Speravo nell’intervento di un terzo attore, come l’NBA, che potesse aiutare a trovare una soluzione. Pare ci siano stati dei colloqui tra NBA, EuroLeague e FIBA circa un anno e mezzo fa, ma non hanno portato a nulla. L’NBA ha così deciso di investire in una nuova lega, come già fatto in Africa, con un approccio e un panorama d’investimento differente. Dovrebbe esserci spazio per ulteriori trattative, ma sembra che stia diventando difficile.”
Il pluridecorato coach ha toccato anche il tema delle sfide finanziarie che il basket europeo deve affrontare: “Abbiamo un enorme problema dal punto di vista del business. Credo che in Europa forse solo una o due squadre riescano a raggiungere il pareggio di bilancio. Tutte le altre perdono soldi, e queste risorse arrivano da organizzazioni che hanno club di calcio molto forti, come Real Madrid, Barcellona o Fenerbahce. Sono i ricavi del calcio a permettere loro di avere squadre di basket”.
Secondo Messina, l’esito ideale sarebbe unire i punti di forza di entrambi i sistemi: “Penso che la via più razionale sia combinare il know-how commerciale dell’NBA con il nostro prodotto tecnico in campo — che è il nostro miglior asset, perché le partite sono divertenti da guardare e non possiamo perdere questa caratteristica. Se riuscissimo a mettere insieme queste due cose, sarebbe fantastico. In caso contrario, dovremo valutare altre opzioni e vedere cosa è meglio per i nostri club. È molto semplice.”
In chiusura, Messina ha ribadito la sua convinzione: la cooperazione resta l’unica strada percorribile. “A un certo punto pensi all’ingresso dell’NBA e speri che trovino una soluzione e garantiscano contratti migliori per tutti. Ma non sono Babbo Natale. La cosa più importante è sedersi a un tavolo e trovare un accordo. Però, forse, vivo semplicemente nel mondo dei Puffi”, ha concluso Ettore Messina.
