La trasferta di Izmir si trasforma nel capolinea europeo per la Dinamo Sassari, che incassa la quarta sconfitta su quattro gare nel secondo round di FIBA Europe Cup e vede ridursi al lumicino le speranze di qualificazione: alla Aliaga Belediyesi Enka Arena, il Banco di Sardegna si arrende per 82-70 ai padroni di casa del Petkimspor, pagando a caro prezzo un black-out totale negli ultimi cinque minuti di gioco e un divario fisico sotto i tabelloni che, alla lunga, si è rivelato insostenibile. Quella che per tre quarti era stata una partita combattuta, giocata a viso aperto e persino condotta dai sardi nelle fasi iniziali, si è sciolta come neve al sole di fronte alla maggiore lucidità dei turchi nei momenti decisivi, condannando la squadra di coach Mrsic a un record di 0-4 nel girone.
Petkimspor-Dinamo Sassari, l’analisi del match
La gara era iniziata sotto i migliori auspici per la squadra sassarese, capace di un approccio aggressivo che le aveva permesso di chiudere il primo quarto avanti sul 20-25 grazie alla vena realizzativa di Rashawn Thomas. Tuttavia, l’inerzia è cambiata drasticamente già nel secondo periodo, quando il Petkimspor ha alzato l’intensità difensiva e trovato ritmo in attacco, andando al riposo lungo sul 47-43. Nonostante i tentativi di fuga dei padroni di casa, che nel terzo quarto hanno toccato anche il +13 sul 63-50, la Dinamo ha mostrato carattere, riuscendo a ricucire lo strappo fino al pareggio sul 67-67 in avvio di ultimo quarto grazie ai canestri di McGlynn. È stato proprio in quel frangente, però, che la luce si è spenta definitivamente: un parziale devastante di 11-0, ispirato dalle giocate dell’ex Stanley Whittaker e dalle triple di Jaylon Brown, ha condannato Sassari, incapace di segnare per quasi quattro minuti nel momento cruciale del match.
A decidere l’incontro non è stato solo il crollo mentale del finale, ma una discrepanza statistica nelle due voci principali del gioco: i rimbalzi e il tiro da fuori. Il confronto sotto le plance è stato a senso unico, con il Petkimspor che ha catturato ben 37 rimbalzi totali contro i soli 21 della Dinamo. Un dato reso ancora più grave dai 10 rimbalzi offensivi concessi ai turchi, che hanno potuto godere di extra-possessi vitali, mentre Sassari ne ha raccolti appena 5 in attacco. Altrettanto deficitaria è stata la prestazione balistica dall’arco: i biancoblu hanno litigato con il ferro per tutta la sera, chiudendo con un disastroso 14% da tre punti, frutto di appena 3 centri su 21 tentativi. Al contrario, i padroni di casa, pur non brillando eccessivamente dalla lunga distanza (32%), hanno trovato le triple pesanti nel momento del bisogno, supportate da un’eccezionale precisione nel pitturato dove hanno tirato col 74% da due.
Sul piano individuale, la Dinamo ha trovato pochi appigli a cui aggrapparsi in una serata difficile. Jacob Pullen è stato l’ultimo ad arrendersi, chiudendo come miglior marcatore dei suoi con 17 punti, seguito da un Rashawn Thomas (12 punti e 5 rimbalzi) che però si è eclissato nel finale, sbagliando tiri cruciali. La sconfitta porta però i volti della delusione di due elementi cardine come Buie, fermo a 7 punti, e soprattutto Johnson, autore di una prova da 2 punti in 22 minuti di utilizzo. Dall’altra parte, il Petkimspor ha avuto tutto ciò che serviva dai suoi leader: Yannick Franke ha guidato l’attacco con 18 punti e 6 rimbalzi, mentre Stanley Whittaker (15 punti e 5 assist) ha vestito i panni del giustiziere nel quarto periodo, affiancato dalla solidità di Efianayi e Blumbergs, entrambi a quota 11.
Il tabellino statistico della partita
Parziali singoli quarti: 20-25, 27-18, 19-14, 16-13
Parziali progressivi: 20-25, 47-43, 66-57, 82-70
PETKIMSPOR: Franke 18, Whittaker 15, Efianayi 11, Blumbergs 11, Sajus 10, Brown 9, Sav 4, Floyd 42, Kurtuldum 2, Sonsirma, Guler NE, Kaba NE. Coach: Kęstutis Kemzūra
DINAMO SASSARI: Pullen 17, Thomas 12, McGlynn 10, Buie 7, Zanelli 7, Visconti 5, Ceron 4, Vincini 4, Johnson 2, Mezzanotte 2, Casu NE, Seck NE. Coach: Veljko Mrsic

