La NBA convoca “oltre 200” tra influencer e content creator per animare il suo All-Star Weekend in arrivo a Los Angeles questo weekend, per creare una rete di “dirette, stream, giochi e interazione coi fan” interamente targati NBA.
L’obiettivo è creare una tre giorni di “nuovi modi di vivere l’evento All-Star Game attraverso le diverse piattaforme e punti di vista“, in quello che sarà l’evento NBA “a più larga partecipazione” di creator mai visto. La lega recluta dunque un piccolo esercito di streamer, influencer e content creator per inondare X, Instagram, TikTok, Twitch, Threads, Snapchat e YouTube di contenuti da Los Angeles e dall’Intuit Dome e occupare di fatto i social. Un modo per ovviare (anche) allo spostamento di orario degli eventi per non sovrapporsi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, e per contrastarne la presenza social.
Alcuni influencer selezionati avranno accesso illimitato all’Intuit Dome per i loro contenuti, l’obiettivo è catturare l’attenzione del pubblico più giovane e della generazione Z, e di “attrarre nuovi follower e spettatori” attraverso i nuovi media in competizione con la TV. “Non abbiamo infatti garanzie che le prossime generazioni guarderanno davvero la televisione, non come seguono ora quotidianamente TikTok o YouTube. Sarà una audience totalmente frammentata” ha detto Bob Carney, il senior VP of social and digital content per la NBA, a Variety.
L’All-Star Weekend NBA diventerà dunque dal 12 febbraio una sorta di convention sullo stile del BlizzCon e kermesse digitali del genere, Gli influencer avranno dunque una sorta di “pass VIP” più esclusivo rispetto ai media tradizionali e ai giornalisti, per riprendere e postare contenuti esclusivi dal campo e con i giocatori.
