Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersChris Paul: “Ai Clippers mi hanno chiesto di non parlare coi giocatori”

Chris Paul: “Ai Clippers mi hanno chiesto di non parlare coi giocatori”

di Michele Gibin
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Chris Paul ha scelto il podcast dell’amico Carmelo Anthony per parlare per la prima volta della decisione degli LA Clippers di metterlo fuori squadra a dicembre, con la squadra in crisi. Paul non è più sceso in campo dopo 16 apparizioni in maglia Clippers in quello che avrebbe dovuto essere il suo tour d’addio dal basket giocato, e da inattivo alla trade deadline di due settimane fa è stato ceduto ai Toronto Raptors, per poi annunciare il suo ritiro dopo il taglio.

Paul aveva firmato in estate coi Clippers per giocare ancora con la squadra che aveva reso tra 2011 e 2017 una delle migliori squadre della Western Conference, la famosa “Lob City” con Blake Griffin, DeAndre Jordan e JJ Redick. Squadra forte ma che non ha mai raggiunto le finali di conference e in cui CP3 ha brillato. Quale modo migliore dunque per chiudere la carriera e quindi attendere il giorno della cerimonia del ritiro della maglia?

E invece ora servirà parecchio tempo e lavoro diplomatico per ricucire. E i contorni li ha dati lo stesso Chris Paul: “Già al training camp ricordo che spesi del tempo a parlare con un compagno di squadra durante una pausa. Dopo, qualcuno è arrivato da me e mi ha detto che non i miei consigli non erano richiesti. Allora io ho risposto, tu eri un mio assistente allenatore, io ti conoso…” Paul non lo ha specificato ma è possibile che quel “qualcuno” fosse coach Tyronn Lue, già assistente ai Clippers nel periodo sopracitato. Con cui i rapporti si sono presto deteriorati, al punto che Paul avrebbe avuto poi pochissimo spazio in campo e solo dopo l’infortunio a inizio stagione di Kawhi Leonard.

A dicembre con la squadra in crisi di risultati, la decisione improvvisa di allontanare Chris Paul comunicata durante una trasferta dal presidente della squadra Lawrence Frank. Prima di una partita contro Atlanta i Clippers hanno comunicato che Paul sarebbe tornato a Los Angeles in anticipo, di fatto cacciato dal gruppo. I Clippers non hanno neppure risolto il contratto annuale del giocatore tenendolo a roster, per cercare di includerlo in qualche trade futura.

Chris Paul ha raccontato che quella sera, fu Lawrence Frank a comunicargli la decisione: “Prima di andare, gli ho chiesto se non ci fosse modo di fare un incontro con Lue. Mi ha risposto che non avrebbe potuto farlo, e mi ha consigliato di andare a casa (…) e prima di farlo, mi aveva detto che un giorno avrebbero ritirato la mia maglia…“.

I Clippers non hanno certo una storia gloriosa alle spalle, Chris Paul è stato il miglior giocatore della franchigia e dovrebbe essere il primo giocatore con maglia e numero ritirati. Difficile che questo possa accadere in tempi brevi soprattutto con Tyronn Lue, Frank, Steve Ballmer e l’attuale dirigenza in carica. Sui Clippers, che nel frattempo da gennaio in poi hanno recuperato terreno in classifica e operato sul mercato cedendo James Harden e Ivica Zubac, pende anche l’indagine NBA sul sospetto tentativo di aggirare le regole salariali sul contratto di Kawhi Leonard. Le conclusioni della lega sono attese nelle prossime settimane.

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