Com’è possibile che dei giocatori professionisti, pagati fior di milioni di dollari, passino quasi un’ora di tempo “reale” di una partita di basket senza segnare un singolo canestro? E’ la domanda da fare agli Orlando Magic, che nella gara 6 più incredibile sprecano un vantaggio di 24 punti accumulato nel primo tempo contro i Detroit Pistons, di fatto senza presentarsi in campo nella seconda metà. E con la serie sul 3-2 e la possibilità di chiudere in casa propria, è un’aggravante senza scuse.
Orlando, che conduceva 62-38 a inizio secondo tempo, ha segnato 19 punti nel solo secondo tempo (avete letto bene). 19 punti in 24 minuti, sbagliando 23 tiri consecutivi e trascorrendo appunto 45 minuti effettivi senza fare un canestro. I Magic hanno chiuso con il 35% dal campo e 9 su 36 da tre, facendosi rimontare da dei Pistons appena appena decenti e che avevano a loro volta segnato 12 punti nel secondo periodo.
Un regalo ingiustificabile fatto a Detroit, che s’è trovata a 23 minuti da un’eliminazione al primo turno che sarebbe stata clamorosa e che invece ora avrà una gara 7 da giocarsi in casa contro degli avversari sotto shock. E che devono incolparsi da soli di quanto accaduto al Kia Center venerdì notte. La rimonta “spintanea” dei Pistons è stata la quarta più larga nel secondo tempo di una partita di playoffs NBA di sempre, i Magic hanno tirato con 4 su 37 (ebbene si) dal campo nel secondo tempo più infausto della loro storia. Jalen Suggs ha chiuso la sua terza partita della serie con percentuali da singola cifra, con 1 su 10 dal campo, per Paolo Banchero un disastroso 4 su 20 con 0 su 9 da tre, Desmond Bane l’unico con delle percentuali… umane da 7 su 18 dal campo per 17 punti.
Cade Cunningham ha segnato 32 punti con 10 su 23 al tiro, per Tobias Harris 22 punti in una partita che se solo Orlando avesse giocato in maniera semi-tollerabile, sarebbe stata una sconfitta e persino piuttosto netta. 9 su 27 da tre per Detroit che nonostante il disastro completo dei suoi avversati è andata talmente lenta da impiegare un quarto e mezzo per recuperare tutto lo svantaggio.
Nei 23 minuti finali di gara 6 il punteggio parziale è stato di 55-17 per Detroit, il quarto periodo è terminato 31-8 per i Pistons e Orlando ha tirato col 5% dal campo nel quarto finale (1 su 20), la peggior percentuale al tiro in una singola frazione in una partita NBA dal 2015.
Gara 6 della serie tra Pistons e Magic è stata forse (c’è ancora la settima) il punto tecnico più basso di una serie di certo fisica e combattuta, ma tra due squadre che hanno esibito un livello di basket modesto e i tanti limiti di giocatori che – bontà loro – già oggi guadagnano (Jalen Suggs) o guadagneranno (Jalen Duren, Ausar Thompson) cifre ben poco rappresentative, e nel senso deteriore del termine, delle loro capacità reali.
Un problema che non è solo delle Detroit e Orlando di questo mondo nella NBA di oggi. Citofonare Houston Rockets per referenze.

