E’ stata una settimana particolarmente tormentata, di un avvio di stagione tormentato, per Caitlin Clark tra le difficoltà al tiro e in attacco con le Indiana Fever, un’assenza “misteriosa” annunciata poche ore prima d’una partita del 20 maggio scorso contro le Portland Fire (e che ha avuto conseguenze extra-campo), e infine la lite in favore di telecamere con coach Stephanie White durante un timeout di un’altra partita recente, ancora contro Portland e poi persa per 100-84.
Clark ha iniziato la sua terza stagione WNBA con medie da 20.1 punti a partita con 8.1 assist e 4.0 rimbalzi, ma anche con percentuali mai così basse al tiro. 39% dal campo, 33% da tre e un mare di palle perse, 4.6 a partita e 3.7 falli commessi. Indiana non è partita al contempo come ci si attendeva, con un record di 4-4 e la seconda peggior difesa del campionato per punti subiti a partita.
Durante un timeout della partita di domenica contro Portland, Caitlin Clark e coach White hanno avuto un diverbio di alcuni secondi, con Stephanie White a alzare la voce con la sua giocatrice che ha poi risposto. White ha poi intimato a Clark di alzarsi dal suo posto in panchina per fare sedere al suo posto la rookie Raven Johnson, indicando un cambio. Caitlin Clark si è allontanata dal suo posto scuotendo la testa.
Dopo la partita, sia White sia Clark hanno parlato di un incontro chiarificatore tra le due e hanno sottolineato che “non esistono frizioni“. Per Caitlin Clark “sono cose che succedono spesso e io so che ho le telecamere sempre addosso. Ma tra i media c’è sempre tanta gente che pensa di sapere cose che poi non sono vere. E questo ne è un esempio di come tanti tra voi giornalisti vogliono creare casi dal nulla, da dove non ci sono“.
Anche Stephanie White ha minimizzato: “Ciò che è successo è che stavo sfidando una mia giocatrice a fare meglio, si chiama allenare e non penso che se fosse successo tra uomini sarebbe stata tutta questa gran cosa. (Io e Clark, ndr) siamo entrambe competitive e ostinate e siamo più simili di quanto sembri, tiriamo fuori il meglio da entrambe“.
In previsione di riprendere la stagione, le Fever hanno tenuto anche una riunione a porte chiuse, in cui si è parlato di difesa e durante la quale “abbiamo messo alla prova la cultura che vogliamo per noi, vogliamo capire quali sono le nostre reali intenzioni per quest’anno e che squadra vogliamo essere” ha detto la star e veterana di Indiana Kesley Mitchell. “Abbiamo parlato per quasi due ore e abbiamo affrontato ogni aspetto. Ora penso che abbiamo messo un punto e che siamo pronte a ripartire” ha commentato invece Sophie Cunningham. “So solo che siamo più forti di così e che non possiamo continuare a giocare così come ora, avevamo proprio bisogno di parlarne”.
Alle parole di Caitlin Clark, che ha accusato i media attorno a lei “di creare storie dove non ci sono” dopo il diverbio con Stephanie White, sono seguiti i fatti. Il giornalista Scott Agness, già beat writer a Indianapolis di Pacers e Fever e dal 2020 free lance che segue le due squadre cittadine, ha scritto sul suo profilo SubStack che le Indiana Fever “hanno revocato il mio accredito, l’ufficio PR mi ha comunicato via mail che la decisione è dovuta al fatto che avrei diffuso informazioni inaccurate e non sostenute dai fatti“. Agness aveva riportato che le Fever avevano deciso di tenere a riposo Caitlin Clark neppure due ore prima di una partita del 20 maggio scorso contro le Portland Fire, non perché la giocatrice ex Iowa fosse infortunata, ma per via di un piano di fatto di load management. Clark non era indicata nell’injury report pre partita e coach Stephanie White non aveva parlato di infortuni, come riportato da Agness e dagli altri reporter. “Sta bene a parte un fastidio alla schiena, ma non c’è alcun piano di load management” aveva detto la coach dopo la partita del 20.
Anche Caitlin Clark, parlando il giorno successivo, aveva detto che la decisione di non giocare era stata “mia, alla fine si tratta di come mi sentissi“. Clark sta gestendo da inizio stagione un problema alla schiena che per ora non le sta impedendo di giocare, oltre 31 minuti a partita, ma che “andrà gestito” come ammesso dalla stessa giocatrice. La WNBA, dopo i fatti del 20 maggio scorso, aveva ammonito le Indiana Fever chiedendo più chiarezza sugli injury report pre partita.
In un articolo pubblicato sul suo profilo SubStack, Scott Agness ha ricostruito tutte le difficoltà e i problemi incontrati da reporter indipendente negli ultimi anni con gli Indiana Pacers, e ipotizzato che la recente decisione delle Fever di revocare il suo accredito possa essere legata a un feedback negativo ricevuto dalla franchigia NBA (Pacers e Fever hanno la stessa proprietà, Herb Simon). Agness ha poi ringraziato i colleghi per la solidarietà ricevuta in questi giorni. “La squadra mi ha chiesto di smentire quanto avevo scritto, io ho difeso le mie fonti e la bontà del mio lavoro“.
Dopo aver vinto il premio di rookie dell’anno nel 2024 e aver riportato le Fever ai playoffs dopo 8 anni, nella scorsa stagione WNBA Caitlin Clark ha giocato sole 13 partite a causa di un infortunio muscolare. Indiana ha saputo comunque raggiungere i playoffs senza di lei, e trascinata da Kesley Mitchell e Aliyah Boston in una’annata dai mille infortuni, è arrivata fino alle finali di conference perse solo in 5 partite contro le Las Vegas Aces.
