Jaylen Brown ha affidato le sue prime impressioni dopo la trade con cui i Boston Celtics lo hanno spedito ai Philadelphia 76ers, a un comunicato stampa di ringraziamenti alla città e alla sua ormai ex squadra, e a una diretta sul suo canale Twitch di circa un’ora, in cui è stato meno diplomatico.
I Celtics hanno ceduto Brown mercoledì ai Sixers in cambio di Paul George e due prime scelte future al draft, una trade scioccante per la destinazione, una rivale diretta di Boston, e per la contropartita molto bassa rispetto a quanto avrebbe dovuto essere il suo valore. Ma cosa fatta capo ha, Jaylen Brown giocherà ora a Phila con Joel Embiid, Tyrese Maxey, VJ Edgecombe e chissà anche LeBron James (secondo gli ultimi rumors), e a Boston gireranno pagina dopo 10 anni, tante partite vinte e un titolo NBA in bacheca, quello del 2024.
Brown ha preso alcune delle tantissime domande arrivategli durante la sua live stream su Twitch, sulla trade e sul trattamento che i media gli hanno riservato in questi giorni di ricostruzioni e retroscena. “A Boston mi hanno detto di fare le valigie, e di andare. Sayonara, fuori di qui, in pratica. Devo dire che sto ancora elaborando la cosa, c’è un mix di delusione ma anche di entusiasmo, un po’ di tutto. Ci sarà bisogno di tempo… Si, praticamente mi hanno messo in un pacco e spedito” ha detto Jaylen Brown in un passaggio della sua diretta. “Lo vedo come un messaggio, e l’ho ricevuto. Non mi è piacuta molto la poca manifestazione di rispetto, penso che avrei meritato di più“.
Sulla trade: “Penso che ora Brad (Stevens, ndr) si beccherà delle critiche, non mi è piaciuto il modo in cui ha portato avanti alcuni discorsi ma penso ci sia dietro di più… avrei voluto avere più spiegazioni di certo perché così avrei capito molto meglio. Credevo di essermi meritato più rispetto, di meritare una spiegazione. Evidentemente mi sbagliavo“.
“Questo è stato il mio ultimo anno ai Celtics ed è stato fantastico, nessuno ci considerava e invece gliel’abbiamo fatta vedere. Ora se ne parla poco perché non è finita bene ma tutto il lavoro che ci abbiamo messo, l’impegno dei ragazzi che mi hanno anche permesso di agire da loro leader e che sono migliorati… è stato un vero onore” ancora JB che ha poi risposto a un’assurda polemica lanciata dal polemista TV Colin Cowherd, che ha citato alcune “fonti” secondo cui Brown avrebbe “un disturbo” che gli fa credere “di essere sempre il più intelligente del gruppo“.
“Bisogna smetterla di nascondersi dietro le fonti anonime. Cowherd, Stephen A. Smith, Bobby Marks… penso che in realtà queste ‘fonti anonime’ siano loro stessi che dicono cosa pensano e si nascondono dietro a ‘fonti’. Al mondo c’è tanto bisogno di autenticità oggi, ma penso che qualcuno non sarà d’accordo… Sul fatto di essere il più intelligente direi che la media nel mondo dello sport è piuttosto bassa“.
