Mark Cuban ha fatto causa ai Dallas Mavs e ai proprietari di maggioranza della squadra, rappresentati da Patrick Dumont, accusandoli di “averlo tagliato fuori” dalle operazioni per l’acquisto e lo sviluppo dell’area dove sorgerà nei prossimi anni la nuova arena dei Mavericks, un piano annunciato nelle scorse settimane. Secondo la causa intentata da Cuban, che dal 2023 è solo proprietario di minoranza al 27% della franchigia, Dumont avrebbe infranto gli accordi escludendo Cuban e le sue aziende dall’affare non mettendolo al corrente della prospettiva, come – sempre come sostiente Cuban – sarebbe invece stato obbligato a fare.
Nei prossimi mesi inizieranno i lavori per la costruzione di una nuova arena e area commerciale a Dallas, a circa 10 miglia dal centro della città e nel sito del vecchio Valley View Mall. Un sito da 104 acri di terreno ampliabile, e di conseguenza un affare multimilionario. Mark Cuban sostiene nella causa che avrebbe dovuto essere coinvolto nell’affare “come da obblighi contrattuali” e che sarebbe invece venuto a conoscenza dei piani solo quando questi sono stati resi pubblici. Cuban non sarebbe stato coinvolto neanche nei piani di espansione e sviluppo del sito originale, già allo studio, e di fatto – sempre secondo la sua versione dei fatti – tagliato fuori da qualsiasi opportunità di business, da socio.
Si tratta dell’ennesima occasione di frizioni tra Mark Cuban, plenipotenziario dei Mavericks dal 2000 al 2023, e la famiglia Dumont-Adelson entrata in società nel 2019 e subentrata a Cuban come proprietari di maggioranza nel 2023. L’ex owner aveva già espresso in più occasioni il disappunto per alcune scelte della nuova proprietà, non ultima la decisione nel gennaio del 2025 di cedere via trade ai Los Angeles Lakers Luka Doncic, allora superstar della squadra. Nelle scorse settimane Cuban aveva addirittura detto di “essersi pentito” di aver ceduto la squadra ai Dumont-Adelson: “Ho fatto parecchi errori di valutazione e non dirò altro“, aveva commentato all’epoca.
