Jalen Duren si è detto sia sollevato che entusiasta dopo aver firmato un nuovo accordo quinquennale da 200 milioni di dollari per restare ai Detroit Pistons, al termine di una trattativa contrattuale che, a suo dire, è durata “più a lungo di quanto sia lui che la franchigia avessero previsto“.
Tuttavia, durante la sua prima conferenza stampa dopo la firma, ha voluto fare chiarezza sulle voci emerse durante le trattative che, a suo parere, non riflettevano i suoi veri sentimenti verso la squadra, ribadendo di essere felice a Detroit e impaziente di tornare in campo con i compagni.
“Detroit è diventata una casa per me, è qui che vivo stabilmente“, ha dichiarato Duren ai giornalisti domenica pomeriggio presso il centro di allenamento della squadra. “La città mi ha accolto a braccia aperte, proprio come io ho fatto con lei.
Questo percorso è durato molto più a lungo di quanto chiunque di noi desiderasse. Più a lungo di quanto volessi io, e sono certo più a lungo di quanto volesse la dirigenza. Ma i Pistons devono fare il proprio lavoro, così come il mio team e la mia agenzia devono fare il loro per ottenere il miglior risultato possibile per entrambe le parti. Credo che ci siamo riusciti”.
Duren ha saltato il media day e i primi allenamenti del training camp questa settimana, a seguito di un braccio di ferro durato quattro mesi tra lui e i Pistons sul valore del nuovo contratto. Le parti hanno infine raggiunto un accordo per un contratto interamente garantito nella tarda serata di giovedì, poco prima della scadenza per accettare la qualifying offer annuale.
Domenica, seduto accanto al presidente delle basketball operations Trajan Langdon, Duren ha dichiarato di voler restare a Detroit per il resto della sua carriera.
“C’è una componente di business che ho impiegato del tempo a comprendere e assimilare, dato che era la prima volta che affrontavo una situazione del genere”, ha spiegato il ventiduenne centro, già nominato All-NBA. “Posso ammettere di avere dei difetti. Li abbiamo tutti, e siamo qui per lavorarci su.
Non credo che questa vicenda debba essere vista sotto una luce negativa o come se fosse accaduto qualcosa di brutto. Penso che dovremmo considerarla come qualcosa di positivo. Sono legato a lungo termine a una squadra e a un gruppo dal potenziale incredibile, e non vedo davvero l’ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro”.
Lo stallo contrattuale di Duren è arrivato dopo la miglior regular season della giovane carriera del centro. Ha fatto registrare il massimo in carriera per media punti (19,5), è stato convocato per il suo primo All-Star Game ed è stato inserito nel terzo quintetto All-NBA, mentre i Pistons conquistavano il primo posto nella Eastern Conference. Nei playoff, tuttavia, ha faticato molto, scendendo a 10,2 punti di media in 14 partite prima dell’eliminazione di Detroit al secondo turno.
Duren ha spiegato di essersi preso del tempo per ritrovare la giusta serenità mentale dopo una postseason che ha definito “un bagno d’umiltà“, riconoscendo che il proprio silenzio ha alimentato speculazioni in sua assenza. Ha però aggiunto di essere rimasto concentrato per tutta l’estate sul migliorare e sul riconoscere i propri limiti.
“La scorsa stagione ha racchiuso alcuni dei momenti più alti e più bassi della mia carriera“, ha detto Jalen Duren. “Sono pronto ad ammetterlo. E sono determinato a trasformare quella frustrazione, quella rabbia e qualsiasi sensazione negativa legata al mio rendimento e al modo in cui sono andate le cose: ho imparato a non sprecare energie nell’essere arrabbiato, ma a canalizzarle per perfezionare il mio gioco”.

