Dopo anni di anonimato, in questa stagione i Timberwolves stanno cercando di rimettere sulla mappa il Minnesota. La quantità enorme di talento futuribile dei vari Andrew Wiggins, Karl-Anthony Towns e Zach LaVine, unita al ritorno a casa di Kevin Garnett, ha riacceso i riflettori sul Target Center, e, prima delle ultime tre sconfitte, il loro record diceva 9-12, non malissimo giocando nel Wild Wild West.
Tra le differenze rispetto alle precedenti annate troviamo anche il rendimento di Kevin Dallas Martin. Il 23, da Zanesville High School, era uno dei punti di forza dei T’Wolves, e in questa stagione ha visto i suoi numeri scendere sensibilmente: sta tirando con il 39% dal campo, dato davvero negativo se pensiamo che questa percentuale in carriera l’ha raggiunta, al momento, con i tiri da dietro l’arco.
Martin è un classe ’83, quindi nell’idea di squadra a lungo termine che hanno a Minneapolis, i suoi minuti significherebbero spazio minore per LaVine o Shabazz Muhammed. La guardia dell’Ohio, vista la situazione non propriamente semplice da affrontare, potrà esercitare in estate una player option da 7,4 mln di dollari. Si prospetta quindi una “contract season”, ovvero Martin giocherà per le sue statistiche al fine di trovare un ingaggio migliore o spingere i T’Wolves a puntare di nuovo su di lui. Il destino cestistico degli ultimi anni della sua carriera sono nelle sue mani, ma la situazione a Minnesota e il contesto non sembrano essergli favorevoli per una stabile situazione futura, dunque potremmo facilmente vederlo lontano dal nord degli Stati Uniti. Al momento, però, il suo apporto resta importante dalla panchina, e ritrovare le sue percentuali, è una priorità.

