Wesley Matthews e Chandler Parsons sono accomunati da molte cose, oltre ad essere semplici compagni di squadra nei Dallas Mavericks. Sono buoni amici, sia dentro che fuori dal campo. Sono stati anche compagni di sventura, dopo i due infortuni subiti (rottura al tendine d’Achille per il primo, una microfrattura al ginocchio per il secondo), ritrovandosi assieme nella riabilitazione estiva. Ma più di tutto, sono accomunati dalle loro potenzialità che stanno finalmente emergendo. Nella vittoria di lunedì contro i Milwaukee Bucks per 103 a 93, si sono fatti notare con numeri per i quali la dirigenza dei Mavs li ha voluti: 13 punti, 4 assist e ben 2 palle rubate per l’ex Houston Rockets e 22 punti conditi da ben cinque triple per l’ex Portland Trail Blazers.

Wesley Matthews
“Non siamo neanche lontanamente vicini ad esser un tandem, un duo.” – ha commentato Matthews – “Abbiamo solo lampi di esso e in questo caso possiamo migliorare solo apprendendo bene i nuovi schemi. Abbiamo perso quattro mesi per poter giocare assieme, quattro mesi per capire uno dall’altro e leggere al meglio come l’altro reagisce in determinate situazioni. Io e Nic (Batum N.d.R.) avevamo una chimica tale da non dover parlare. Ripeto, non siamo vicini a quel tipo di alchimia, ma siamo su quella strada e sarà spaventoso per gli altri quando ci arriveremo.”
Come riportato da Tim Cato, di mavsmoneyball.com, la dirigenza aveva previsto questi problemi iniziali di affiatamento quando avevano firmato la guardia dei Blazers. “Ci stiamo arrivando, ma non credo che ci sarà una data magica.” – ha affermato l’head coach Rick Carlisle – “Entrambi sono stati molto chiari quando hanno deciso che il loro obiettivo non era semplicemente ritornare a giocare, ma essere migliori di quanto fossero prima. Proprio per questo abbiamo voluto creare un progetto a lungo termine. Parsons ha guadagnato un sacco di rispetto per come sta affrontando la situazione, poichè non ha mai subito un infortunio di questo genere. Stessa cosa per Wesley.”
Matthews, infatti, ha al suo attivo un 37% al tiro dal campo e appena un 35% da tre, cifre ben al di sotto di quello che abitualmente ha fatto vedere, seppur il suo meccanismo di tiro sia rimasto fluido. “È ancora tutto un processo. Siamo appena alla 31esima partita e non abbiamo mai giocato tutti assieme e non siamo mai partiti tutti assieme. Ma succederà.” ha concluso il n.23 dei Mavs.
Anche se non succederà in questa stagione, questi due giocatori prima o poi riusciranno a sincronizzarsi. La franchigia intera, di fatto, ha investito molto su loro due e il buon gioco visto lunedì contro i Bucks non può far altro che far rassicurare l’intero staff.

