I Dallas Mavericks, grazie a nbastats.com, sono al primo posto nell’intera NBA, per quel riguarda l’offensive rating, con un punteggio di 116,9. I texani infatti staccano nettamente i secondi, i Toronto Raptors (113,4) e gli insuperabili Golden State Warriors (107.4). Questi dati, però, si riferiscono alle partite disputatesi dopo la pausa per l’All Star Game e di conseguenza, quasi sicuramente, verranno rimescolati con le ultime partite ancora da disputare. Va anche sottolineato che le ultime prestazioni dei Mavs sono state ottenute contro squadre con un un rapporto W/L inferiore al 50%, con l’unica eccezione della partita contro gli Oklahoma City Thunder (116 – 103) dove per 5 interi minuti non è stato segnato alcun punto. C’è da sottolineare che in mezzo a questi numeri qualcosa di buono sta risaltando.

Wesley Matthews
“Stiamo solo cercando di avere Zaza (Pachulia N.d.R) più ‘basso’.” – ha commentato Wesley Matthews ai microfoni di Tim Cato, di mavsmoneyball.com – “E di avere Dirk che possa ‘rollare’ maggiormente sui blocchi. Stiamo cercando di occupare più spazio possibile, con Zaza che porta i blocchi cercando di creare maggior movimento e aprire più spesso la difesa.” Pachulia, da quando è arrivato in Texas, si sta sforzando enormemente nella metà campo offensiva, attuando molti più tagliafuori sotto canestro e cercando, di conseguenza di poter recuperare più rimbalzi offensivi. Nel solo mese di febbraio, inoltre, ha tirato con un più che discreto 40%, seppur l’efficacia del suo jump shot sia stata assente, consentendo alle difese avversarie di lasciarlo libero per mandare gli aiuti sugli scarichi. Per permettere a Pachulia di poter correre maggiormente, l’aggiunta di un tassello come David Lee è stato fondamentale. Nelle quattro partite in cui ha giocato con i Mavs, l’ex Warriors nei 76 minuti concessigli ha alzato l’offensive rating a 121,6. Dall’altra parte il defense rating si alza fino a un 111,3 seppur questo dato è trascurabile fino a quando i suoi compagni di squadra, con lui in campo, continuino a tirare con un fantastico 63.6%.
Nella partita disputatasi martedì notte contro gli Orlando Magic, i Mavericks hanno incrementato la loro qualità offensiva, con lo spostamento di Matthews fuori dal post. “Se posso segnare da laggiù? Certo! Due: io non sono uno di quelli che vuole assolutamente segnare. Per tre volte ho passato la palla senza neanche guardare il canestro, solo perchè stavo pensando a come attirare l’attenzione dei difensori su di me e credo che abbiamo segnato in tutte e tre le occasioni. Parsons (Chandler N.d.R.) è un ottimo playmaker nel pick n’ roll, Deron (Williams N.d.R.) è un ottimo playmaker nei pick n’ roll. E io mi sento di esserlo invece nel gioco in post.”

David Lee
Ad avvalorare le parole della guardia dei Mavs, NBAstats.com riporta che i texani guidano la lega per passaggi effettuati nel periodo che va dalla pausa dell’All Star Game ad oggi ed erano secondi dal 1 di gennaio. Compiere molti passaggi però non porta a molte vittorie e punti: gli Utah Jazz, per esempio, sono i primi in assoluto per passaggi effettuati. Dallas, invece, primeggia quando si tratta di segnare nelle situazioni di catch and shoot, riuscendo a siglare 37.8 punti e 9.8 quando si tratta di giochi da 3. Unendo le due statistiche viene fuori qualcosa di interessante. I Mavericks, infatti, non hanno un penetratore così efficace che può tagliare la difesa come possono fare Russell Westbrook, Chris Paul o John Wall. Da qui l’idea dell’head coach, Rick Carlisle, di impostare un gioco su costanti pick n’ roll per forzare le difese su raddoppi e creando maggior spazio per i tiratori appostati per gli scarichi. “Non sono mai stato insicuro, ma mi sento più completo.” – ha commentato Matthews – “Le opportunità ci sono. Credo che modificare le spaziature mi abbia aiutato. E credo che abbia aiutato tutti noi. Io sono uno di quelli che quando si crede in me sarò efficace, ma lo sarò anche quando gli schemi non verranno costruiti per me.”
“Ci stiamo muovendo bene, stiamo giocando con altruismo e le nostre realizzazioni sono buone.” – ha alla fine concluso Rick Carlisle dopo la partita di martedì – “Non stiamo giocando male a causa dei rimbalzi, su questo vi posso rassicurare. Dobbiamo solo lavorarci di più per presentarci al meglio per la partita di giovedì contro i Sacramento Kings.”
I segnali giusti per questi Mavs, infatti, cominciano a palesarsi sempre di più. Nelle 20 partite prima della trade che ha coinvolto Rajon Rondo, i texani stavano tenendo un passo per poter frantumare i record nella parte offensiva del campo. Pare infatti, che in questa stagione, e in particolar modo dopo la pausa per l’All Star Game, si stia giocando su quella falsa riga. La difesa rimane, però, ancora un punto assai debole ma come si dice: la miglior difesa è l’attacco.

