
Larry Nance Jr e Julius Randle dei Lakers
Lavori in corso: LA Lakers, il futuro è purple and gold?
E’ la prima volta. Non era mai successo nella storia della gloriosa franchigia di Los Angeles, della squadra di Hollywood, di mancare per tre anni consecutivi i Playoffs. E probabilmente il record è destinato a salire.
“Quest’estate potrebbe non essere diversa dalle altre”: così il GM Mitch Kupchack ha raffreddato gli animi della tifoseria gialloviola, che sperava di attirare un free agent di livello – ogni riferimento a Kevin Durant è puramente voluto – dopo l’ottima scelta fatta con Brandon Ingram.
Nelle ultime annate LeBron, Carmelo Anthony, DeAndre Jordan e Monroe hanno snobbato i Lacustri, ritenendo che la parte storia-marketing-qualità della vita a LA fosse troppo sbandierata rispetto all’effettiva forza della squadra. Oppure si possono ricordare i casi di Pau Gasol e Howard, che pur di andare in squadre più competitive – poi senza l’ombra di un titolo – hanno lasciato parecchi soldi allo Staples Center. In ultimo, il gran rifiuto l’ha consumato LaMarcus Aldridge, preferendo un contratto offerto dalla “best organization in the world”, quella degli Spurs per poter puntare a quell’anello che non è riuscito a raggiungere a Portland. E mentre le due rivali più acerrime, i Celtics e i Clippers, programmano incontri con KD, è difficile che i Lakers possano avere qualche carta per convincere il 35.
I rinforzi dalla Free Agency:
Tuttavia, con 60 mln disponibili visto l’aumento vertiginoso del salary cap, sarà possibile completare due firme di livello tra i vari Batum, Whiteside, Harrison Barnes e Ryan Anderson. Non gente da salto di qualità immediato, ma comunque elementi che possono portare molto a questa squadra e riempire i buchi nel roster. Il futuro è luminoso.
“Ora possiamo offrire qualcosa di più dal punto di vista cestistico” ha detto Kupchack: prima l’unica era offrire al giocatore di turno di giocare con Kobe, ma gli ultimi problemi fisici avevano raffreddato anche questa pista. Russell e Randle da soli, ad oggi, certo non bastano ad attirare una superstar. Ma con l’aggiunta di Ingram e la crescita di Nance Jr e Clarkson si è fatto qualche passo in avanti.
Kupchack non si è sbilanciato né sulla free agency – “Potrebbero esserci incontri o no; potrebbero volerci giorni o settimane” – né sui risultati della prossima stagione: “Non so se faremo i Playoffs, quante vittorie ci vorranno: quel che è certo è che dobbiamo migliorare e far divertire i nostri veri tifosi. La storia insegna che mettere insieme solo giovani di talento non porta lontano – ha continuato il GM di Hicksville – servono dei veterani che gli diano leadership, che possano aiutarli ad arrivare lontano; è probabile che arrivino dalla free agency”.
In conclusione, ciò che è chiaro è che i Lakers possono e vogliono ragionare sul lungo termine, hanno tre potenziali primi violini da svezzare mentalmente e a livello di alta competitività NBA, uno spazio salariale enorme e anni gloriosi non così lontani. Come ha ribadito Kupchack “I nostri ragazzi devo pensare a migliorare partita dopo partita, non ci sono calendari da rispettare”. Lo Showtime, Shaq e Kobe sono storia, ma con un lavoro ben fatto, il basket potrebbe tornare a Hollywood senza attendere tempi biblici.

