Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers, prime parole in gialloviola per Kessler e Sexton. E Reaves fa lo “sconto”

Lakers, prime parole in gialloviola per Kessler e Sexton. E Reaves fa lo “sconto”

di Andrea Delcuratolo

Per 8 anni il volto dei Los Angeles Lakers è stato uno solo. LeBron James ha rappresentato il presente, il passato e il futuro immediato della franchigia: il titolo conquistato nella bolla di Orlando nel 2020, i record individuali, il ruolo di leader dentro e fuori dal campo. Ora, però, quel capitolo è ufficialmente chiuso. La stagione 2026-27 sarà la prima senza LeBron in maglia Lakers dal suo arrivo a Los Angeles. Una rivoluzione inevitabile, che costringe la franchigia californiana a ridefinire la propria identità. E il primo nome attorno a cui costruire il nuovo progetto è quello di Austin Reaves.

Austin Reaves, da scommessa a simbolo della ripartenza

La storia di Reaves è una delle più particolari della NBA moderna. Arrivato nel 2021 da undrafted player, senza essere scelto al Draft, il prodotto di Oklahoma ha conquistato progressivamente spazio fino a diventare una delle pedine più importanti del roster gialloviola. Prima al fianco di LeBron James e Anthony Davis, poi come elemento fondamentale del nuovo corso guidato da Luka Doncic. Il rinnovo firmato con i Lakers rappresenta la conferma definitiva del suo status: un contratto quadriennale da circa 185 milioni di dollari, con una player option nell’ultima stagione, che lo lega alla franchigia per il prossimo futuro.

Il numero 15 spiega: “Ci stavo riflettendo ieri sera quando sono arrivato qui. Iniziare la stagione senza LeBron in squadra sarà diverso per me. È praticamente tutto quello che ho sempre conosciuto. Il solo fatto che sia lì, a scherzare, comportandosi come se avesse 15 anni. Ma è una sua decisione e, come ho detto a Tahoe, ogni volta che ne ho parlato, ho provato solo affetto e rispetto per lui e sì, andiamo a giocare a golf presto. Ho sempre voluto giocare nei Lakers. Abbiamo avuto quel periodo, dalla fine della stagione fino al primo [di luglio], per trovare una soluzione e siamo riusciti a risolvere la questione prima di allora. Il mio cuore è sempre stato a Los Angeles”.

Il nuovo contratto di Austin Reaves, inizialmente indicato come un quadriennale da 185 milioni di dollari complessivi, è “diventato” un contratto da 180 milioni, un leggero sconto concesso ai Lakers per salvaguardiare maggior flessibilità salariale nei prossimi anni.

Il nuovo centro del progetto: Luka Doncic e i suoi fratelli

La partenza di LeBron non lascia però i Lakers senza una stella. La franchigia ha già individuato il proprio nuovo volto: Luka Doncic. Lo sloveno rappresenta il presente e il futuro di Los Angeles, il giocatore attorno al quale Rob Pelinka vuole costruire una squadra più giovane, atletica e adatta alle sue caratteristiche. La strategia estiva dei Lakers è stata proprio questa: circondare Doncic con giocatori capaci di esaltare il suo gioco. Difensori versatili, ali atletiche, tiratori affidabili e un lungo in grado di garantire presenza vicino al ferro. Ecco quindi che arrivano Walker Kessler, Sandro Mamukelashvili, Collin Sexton e Ziaire Williams

A prendere parola è Kessler, arrivato dagli Utah Jazz con un quadriennale da 130 milioni. Il centro spiega: “Senza dubbio ti fa provare una certa emozione sapere che un’organizzazione crede in te», ha detto Kessler lunedì nel suo discorso di presentazione. «E penso che, con ciò che hanno investito, stiano dimostrando quella fiducia in termini monetari, non solo con il denaro, ma, come hai detto tu, anche con le risorse. Per quanto mi riguarda, sono una persona che, se sa di poter contare su quella fiducia, è disposta a fare i salti mortali per loro. Sono fatto così da sempre e questo rende sicuramente molto più facile scendere in campo e competere per una squadra”.

Il curioso caso di Collin Sexton

Uno dei colpi sui quali c’è più curiosità è Collin Sexton. Il destino dell’ex Cleveland Cavaliers è legato curiosamente a quello di LeBron. Quando è stato scelto dai Cleveland Cavaliers nel draft NBA 2018, James se n’è andato e ha firmato con i Lakers. Quando Sexton ha firmato un contratto biennale da 19 milioni di dollari con i Lakers, James se n’è andato di nuovo. Sexton dice: “Se ne va proprio ogni volta che arrivo. È proprio così. No, ma ieri anche uno degli altri allenatori ha fatto la stessa battuta. È bello, lo so. Ho sempre voluto lavorare con lui, questo è certo, ma è sicuramente bello conoscerlo e scambiare due chiacchiere e cose del genere, quindi va bene così. Gli allenatori credono in me. E alla fine dei conti, quando un allenatore crede in te e, come ha detto lui, è severo con me e mi urla contro, beh, mi piace. Penso che sia proprio questo a farmi dare il meglio di me”.

I Lakers sono una contender? Presto per dirlo. L’addio di LeBron James chiude un’epoca irripetibile. Nessun giocatore potrà cancellare ciò che ha rappresentato per la franchigia Ma ogni grande storia NBA prima o poi deve trovare un nuovo capitolo.

 

 

 

 

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