E’ arrivato in ritardo. Non una novità per Luke Walton, ‘mr laid-back’, come lo chiamavano sulla Baia, e si è preso un rimprovero scherzoso da Bob Myers, il gm dei Warriors. Prima del match dei suoi Lakers contro Curry e compagni, è andato a trovare Kerr, che gli ha mostrato il primo gioco che avrebbero messo in campo: “non farlo, voglio essere sorpreso” – ha replicato il veterano che ha in mano il futuro dei gialloviola.
Dopo l’incontro, 112-107 per i campioni 2015, Walton si è espresso così: “E’stata una buona lezione, il modo in cui difendono, tagliano, muovono la palla: abbiamo tanto da imparare”. Non è nel suo stile allenare guardando i filmati degli avversari, ma la cultura Warriors è uno dei motivi per cui Kupchack lo ha scelto. Certo, tra le due californiane c’è un abisso, ma qualcosa si potrebbe replicare: “Sto cercando di portare qui quel sistema. Certo abbiamo dei punti di partenza diversi, siamo giovani ma c’è del talento; i ragazzi mi dimostrano che hanno voglia di lavorare, ci sono sempre”.
Se chiedete a Steve Kerr cosa gli è servito per imporsi nella Lega, vi risponderà sorridendo “Il talento”. Poi spiega: “Puoi trasmettere tutte le idee che vuoi, ma poi devi avere giocatori in grado di vincere. Ovviamente se crei la giusta atmosfera, se giochi divertendoti i risultati arrivano. Io e Luke abbiamo approcci simili, credo che faranno strada”.
Il rapporto con i ‘youngsters’ sarà la chiave di tutto per Walton: Byron Scott non è riuscito a trasmettere nulla proprio per questo. “E’ un wise-ass, ha continuato Kerr; tutti amano stare con lui, è genuino, non fa giochi mentali. Un gran comunicatore, e sa essere anche auto-ironico”.
La missione dell’ex numero 4 è creare una cultura, un progetto a lungo termine. E ha intenzione di farlo collaborando con i sui ragazzi, condividendo con loro le sue decisioni. Come ha detto Klay Thompson, è facile starlo a sentire vista la sua esperienza. La strada sarà dura, ma ne sono tutti consapevoli.
Tanto è cambiato intorno a Walton, ma probabilmente non lui: “E’la persona più rilassata che io conosca: non è mai arrivato in tempo per l’inno, lo trovavi in spogliatoio a masticare tabacco”. Forse dovrà indurirsi un po’, gente come Russell ne avrà bisogno. Ma i presupposti per far tornare i Lakers in vetta a LA e alla Lega sembrano esserci.

