4 motivi per puntare su Mario Chalmers a Cleveland

di Andrea Ranieri
Mario Chalmers

Si è parlato negli ultimi giorni, a Cleveland, di un interessamento per Mario Chalmers. Il playmaker è reduce da una stagione interrotta a metà a causa di un infortunio al tendine di Achille. Nonostante questo, in maglia Grizzlies, Chalmers aveva messo insieme buone cifre (10.8 punti a partita in 55 incontri disputati).

Sicuramente a Cleveland, se non si desse fiducia a Felder, si necessita di un vice-Irving. Mario Chalmers è uomo di esperienza; il suo arrivo, però ha dei pro e dei contro.

mario-chalmers

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E’ indubbio che siano diverse le buone motivazioni per cercare di far indossare la casacca Wine&Gold a Chalmers:

  1. Esperienza. Il giocatore è nel pieno della propria maturità cestistica (29 anni). Ha vissuto ben quattro finali Nba, vincendone due. Non dimentichiamoci che era il play titolare nella Miami dei Big Three.
  2. La stima del Re. Come detto, Chalmers ha già giocato alla corte di King James, in Florida per quattro stagioni. Nonostante all’inizio il rapporto tra i due non fosse idilliaco, sappiamo come LeBron abbia, nel tempo, imparato ad apprezzare le qualità del playmaker. D’altronde, Chalmers sa cosa fare per adattarsi al meglio alle esigenze del più forte del pianeta.
  3. Qualità dalla panchina. Come fatto vedere a Memphis, Mario Chalmers sa produrre punti in uscita dalla panchina. Inoltre, non ha paura di prendersi il tiro decisivo in finali concitati, proprio come Kyrie Irving (citofonare Detroit per informazioni).
  4. Predisposizione alla difesa. Rispetto ad Irving, Chalmers porterebbe una maggiore attenzione nella fase difensiva (1.5 steals di media in carriera). Proprio per questo potrebbe essere interessante un quintetto coi due playmaker in campo contemporaneamente.      Insomma, i buoni motivi ci sono tutti.

Ma, come in tutte le cose, vi sono anche degli aspetti negativi da considerarsi, perché non puntare su Mario Chalmers?

  1. Scarsa predisposizione all’assist. Se è vero che può risultare una macchina da punti dalla panchina, Mario Chalmers non può considerarsi un grande assist-man (3.8 di media in carriera). In questo aspetto assomiglia terribilmente a Kyrie, e si sa che la varietà risulta spesso la scelta migliore. Inoltre, Chalmers, nelle rotazioni, sarebbe spesso in campo senza Irving e, probabilmente senza James, soprattutto in stagione regolare. Questo significherebbe cercare di inserirlo in un quintetto che veda Love dominatore della scena in attacco; però se entrambi vogliono il pallone…Cleveland, abbiamo un problema, ma forse no, visto che LeBron si occupa di tappare i buchi dei compagni palla in mano e sforna assist come fosse un playmaker.
  2. Il dubbio della forma fisica. Come accennato in principio, Mario Chalmers ha chiuso la scorsa stagione in anticipo a causa di un infortunio al tendine di Achille, brutta storia. Il playmaker non è più giovanissimo. Non possiamo, quindi, escludere che l’infortunio possa avere delle ripercussioni sulle sue prestazioni e sulla sua costanza nell’essere a disposizione durante la stagione.

I dubbi rimangono, d’altronde nel North-East Ohio nulla è garantito. Quindi, perché non rischiare anche stavolta? Per battere i Guerrieri della Baia serviranno tutti i migliori rinforzi a disposizione e, tra i play liberi, Chalmers dovrebbe essere il più affidabile. Secondo il sottoscritto, il matrimonio tra Mario Chalmers e i Cleveland Cavaliers s’ha da fare.

Mario Chalmers ha viaggiato a 10.8 punti di media in maglia Grizzlies nel 2015-16

Mario Chalmers ha viaggiato a 10.8 punti di media in maglia Grizzlies nel 2015-16

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