Sapevo che l’utilizzo della Marijuana per uso ricreativo fosse legale (in determinati luoghi) nel grande stato della California, ma che Vlade Divac ne fosse un assiduo estimatore è un dato a cui ero (e spero di esserlo ancora in futuro) totalmente all’oscuro. Perchè mi ci arrovello ma non trovo una spiegazione migliore tranne che a Sacramento gira veramente roba di marca. La notizia ha fatto il giro del mondo, non tanto per la fama della franchigia in sé, quanto per l’enorme baracconata messa in piedi: DeMarcus Cousins non sarà più un giocatore dei Sacramento Kings, approdando in quel di New Orleans in pendant con il suo “discreto” gioco interno ed Omri Casspi. In cambio? Il nulla cosmico. Non solo è tornato Tyreke Evans, già a rischio taglio, ma oltre a Langston Galloway ed il rookie di belle speranze Buddy Hield, Sacramento si è assicurata anche due scelte nel prossimo draft, peccato che quella al primo giro è Top 3 Protected, quindi per come sta volgendo la prossima girata di giugno, raccatteranno veramente poco. Il nulla cosmico, appunto.

Demarucs Cousins e Vlade Divac: il passato ed il presente di Sacramento
Probabilmente ha pagato il suo comportamento in campo ed anche fuori, leggi falli tecnici a go-go e minacce ad un reporter del Sacramento Bee e probabilmente l’immagine data al di fuori del Golden 1 Center non piaceva ne a Divac ne a Ranadivé, attuale proprietario. Vorrei chiedere ai due lor signori quando, tra l’esonero di Coach Malone, il quale aveva un ottimo rapporto con DMC, l’assunzione di George Karl e di tutti i problemi che ha portato all’interno dello spogliatoio, la firma di Rondo e l’ostinazione a non voler mai essere realmente aggressivi sul mercato per costruire una squadra realmente competitiva, quando, voglio sapere, si sono degnati di costruire un ambiente positivo e costruttivo dove poter lavorare in pace? Avete un giocatore che fa 28 di media con 11 rimbalzi, che dice a tutto il mondo di voler vedere, un giorno lontano, la sua maglia appesa in cima al palazzetto e per anni, nonostante tutto, lo avete messo continuamente sul mercato con l’obiettivo di liberarvene il prima possibile. Non è questione di incapacità, è proprio essere…. ostinati nell’errore (o anche quello che avete pensato voi).
Alla luce di questo, c’è solo da dire una cosa a DeMarcus: In bocca al lupo e beato te che ti sei salvato. Poteva andare peggio, tipo rimanerci tutta la vita, accanto a Divac.
