Il muro rosso dei 3.000 da Belgrado ad assordare il Forum. L’incontro ad OAKA contro il capitano che fu. Il ritorno degli attesissimi ex amici/nemici Melli e Trinchieri.
Sono stati solo questi gli unici spunti degni di interesse intorno alle ultime tre uscite dell’Olimpia Milano in EuroLeague.E’ dunque chiaro che, oltre alla fallimentare stagione europea degli uomini di Repesa, il motivo di disinteresse generale intorno alle ultime performance della squadra meneghina sia un altro.
La tanto attesa “NewEra”, (così è stata definita la nuova formula della massima competizione europea entrata in vigore dalla stagione 2016-17) infatti pare non aver favorito l’interesse verso le ultime uscite stagionali, rese ormai del tutto inutili ed ininfluenti al fine della classifica che vede una Milano ultima e distante ben 8 vittorie dalla soglia qualificazione.
L’unica sfida “aperta”degli ultimi 3 turni è infatti quella tra Stella Rossa e Darassufaka Dogus (non certo di livello stellare e di grandissimo interesse) per l’ottavo posto che garantirebbe l’accesso ai play-off.
I dati, almeno per ora, parlano chiaro: un Forum sempre più vuoto dove sembrano passati anni luce dai clamorosi sold-out delle ultime stagioni e uno share televisivo dell’evento sempre più a picco che insieme ad infortuni dovuti al sovraccarico di gare (chiedere ai nostri Dani Hackett ed Andrea Bargnani) privano la competizione delle loro migliori star. A risentirne dunque non parrebbe solo il fisico dei giocatori ma anche lo spettacolo della competizione che tanto si preannunciava attesissima e seguitissima.
Quest’estate infatti il nuovo formato EL aveva suscitato un entusiasmo mai visto intorno ad una manifestazione di basket europeo. Infatti il CEO dell’Eurolegaue Jordi Bertomeu con le nuove regole aveva abolito le prime due fasi della competizione. La prima con 6 squadre divise in 4 gironi prevedeva l’eliminazione, dopo gare di andata e ritorno, delle ultime due squadre retrocesse di seguito in Eurocup; mentre le altre sarebbero avanzate nelle ben più note top 16 in cui si sarebbero date battaglia per raggiungere i play-off.
Il numero 16 evidentemente è rimasto fisso in testa a Bertomeu che ha ridotto a questo numero le squadre aventi diritto a parteciparne, rendendola cosi una lega quasi chiusa con ben 11 squadre dotate di licenza A, prendendo ovviamente spunto dalla ben più nota massima lega oltreoceano. Da quest’anno la prima fase prevede infatti che tutte le sue squadre debbano affrontarsi tra di loro con gare di andata e ritorno, portando cosi un minimo di 30 partite per squadra solo nella prima fase; un numero incredibile se paragonato quello delle edizioni precedenti dove la squadra, alla fine regina della competizione, disputava un totale massimo di 29 partite dalla prima fase alla finale.
Prima di elaborare un giudizio definitivo bisognerà aspettare l’ultima sirena del 21 maggio a Istanbul (sede delle Final Four 2017) ma per ora sembra chiaro come gli aspetti negativi prevalgano su quelli postivi.
Luca Grassetti

