VP of Basketball Ops, Scott Perry è da aprile scorso uno dei massimi dirigenti dei Sacramento Kings. Il proprietario Vivek Ranadive lo ha scelto per aiutare il giovane front office dei californiani. In una intervista con il boss di The Vertical Adrian Wojnarowski, Perry ha parlato di diversi argomenti, in particolare delle sue prime impressioni su Ranadive (personaggio molto discusso) e dell’importanza del prossimo Draft, ricordando anche la sua esperienza lavorativa con Joe Dumars e i Detroit Pistons campioni del mondo nel 2004.
Scott Perry, l’uomo giusto per i Kings

Scott Perry ai tempi dei Detroit Pistons. Ha raccontato di essere rimasto incredulo quando, nel 2002, trovarono Tayshaun Prince ancora disponibile alla #23. Cercherà di portare la stessa fortuna ai Kings il prossimo giugno
Perry ha cominciato l’intervista dicendo a Woj che si sente l’uomo giusto al posto giusto. Già dai primi contatti con i Kings ha capito che alla franchigia della California serviva una persona esperta del mondo NBA, che ne conoscesse fino in fondo le dinamiche. “Penso che i Kings abbiano visto in me una persona che porta con sé una credibilità, nel mondo cestistico, che qui era francamente necessaria, data la percezione che si ha dei Kings negli ultimi anni.”
Perry ha ammesso di essere stato sorpreso dalla grande passione che Vivek Ranadive ha per i suoi Kings. Ovviamente Ranadive, come tutti i nuovi proprietari, deve imparare ancora perfettamente a gestire la squadra dalla sua posizione. Perchè il business della pallacanestro “è diverso da tutti gli altri”. Si tratta con delle persone, non solo con dei prodotti che vengono messi sul mercato. Anche se molti proprietari della NBA, Ranadive compreso, nascono come imprenditori di successo in altre attività, qui si trovano ad operare in un mondo completamente diverso, per via degli innumerevoli fattori umani in gioco (dirigenti, scout, allenatori, staff tecnico, giocatori).
L’esperienza con i Pistons
Scott Perry ha lavorato come assistente di Joe Dumars ai Pistons. Si, quei Pistons che nel 2004 vinsero il titolo senza una vera e propria stella. A tal proposito Perry ha parlato dell’atteggiamento di Bill Davidson, storico proprietario della franchigia del Michigan deceduto nel 2009 (inserito nella Hall of Fame). “(Davidson) ingaggiò Dumars e in pratica disse: mi fido di te, delle tue abilità gestionali, delle persone che chiamerai per aiutarci a vincere”.
Davidson era uno che lasciava spazio di manovra alle persone che lavoravano per lui, e questo atteggiamento secondo Scott Perry è la chiave per costruire un ambiente operativo e vincente. “Se vuoi assumere qualche bravo professionista, lasciagli il giusto spazio per lavorare“. Ranadive può diventare un buon proprietario, ha la passione necessaria e lentamente troverà la propria strada. L’esperienza vincente di Perry non può fare altro che essere d’aiuto.
L’importanza del prossimo Draft per i Kings
Inutile sottolineare quanto sia importante il prossimo Draft per i Sacramento Kings. Avere due scelte così alte (la #5 e la #10) in un Draft così promettente secondo le previsioni è fondamentale, soprattutto per una franchigia che sta affrontando una rebuilding molto complessa. La cessione di Demarcus Cousins nel febbraio scorso ha lasciato i tifosi interdetti. Adesso c’è una enorme pressione sui Kings in vista del Draft. Non possono sbagliare. Due scelte azzeccate potrebbero far dimenticare la vicenda Cousins e rilanciare il progetto Kings (che non approdano ai playoffs dal 2006). Ulteriori incertezze potrebbero allontanare ancora di più i fans, e lasciare Sacramento con un pugno di mosche in mano.
Scott Perry può decisamente dare una mano al proprietario Ranadive e al GM Vlade Divac – il cui operato è stato oggetto di discussione tra i tifosi ma potrebbe essere leggermente rivalutato proprio in base all’esito del Draft. Perry ha lavorato con i Pistons, con i Seattle SuperSonics nell’anno in cui Kevin Durant era solo un rookie. Sa muoversi all’interno del mondo NBA. “Stiamo lavorando ogni giorno per capire come sceglieranno le altre (squadre prima dei Kings)”. Già, perchè al Draft nulla è certo e bisogna essere pronti. Probabilmente i Kings punteranno a una point guard quella sera, uno tra De’Aaron Fox (difficile), Dennis Smith, Frank Ntilikina. La verità è che ai Kings serve del talento, in qualsiasi ruolo. Quindi potrebbero essere degli obiettivi anche Jayson Tatum, Josh Jackson (difficilmente disponibile alla 5), Lauri Markkanen o Zach Collins alla 10.
Sembra difficile sbagliare in un Draft pieno zeppo di talento come questo, ma bisogna sempre fare attenzione. I Kings non possono più aspettare, devono ripartire adesso.


