Home Eurobasket 2022Dario Saric e Mario Hezonja: coppia di ali croate giovani e talentuose

Dario Saric e Mario Hezonja: coppia di ali croate giovani e talentuose

di Eugenio Petrillo

La stagione NBA è ormai da tempo terminata e così anche i maggiori tornei europei.
Quindi è ora di buttarsi su EuroBasket 2017 che avrà il suo inizio a fine agosto.
Alcuni commissari tecnici hanno già fatto sapere i  preconvocati, mentre altri – come il nostro Ettore Messina – ancora si sono tenuti le scelte per sé.
Una delle nazionali che da diversi giorni ha reso noto l’elenco dei possibili protagonisti della competizione continentale è quella croata.
Tra i ventotto possibili giocatori che comporranno la Croazia ad EuroBasket, non possiamo che notare un ottimo reparto lunghi con i pivot e le ali davvero di assoluto prestigio.
Per quanto riguarda le ali, Aza Petrovic non ha optato solo per la qualità, bensì anche per un ‘reparto’ giovane e talentoso con il duo Dario Saric e Mario Hezonja.

DARIO SARIC: OTTIMA STAGIONE PRE EUROBASKET

Dario Saric, nato nell’aprile del 1994, alto due metri e otto è stato uno dei migliori rookie della stagione NBA 2016-17.
Gli Orlando Magic nel 2014 lo scelsero alla dodicesima assoluta, ma il croato ha iniziato a calcare i parquet americani solo quest’anno.
In NBA, con i Philadelphia 76ers (franchigia che nel frattempo ha ottenuto la scelta nella trade di Elfrid Payton) ha sin da subito mostrato un’ottima attitudine a giocare anche nella massima competizione mondiale, proseguendo ciò che di buono (se non buonissimo) aveva mostrato al preolimpico prima e alle Olimpiadi poi con la maglia della sua Croazia.
In Pensylvania Saric inizia con il freno un po’ tirato, ma poi sfrutta alla perfezione l’infortuno di Joel Embiid mettendosi in mostra.

Dario Saric

Dario Saric

Saric si è dimostrato un’ala grande capace di potersela giocare sotto canestro, ma anche oltre l’arco dei tre punti. Infatti la conclusione dalla lunga distanza è un’opzione fortemente caldeggiata dal croato, sia in pick and pop che in transizione.
Dario Saric non è un atleta esuberante dal punto di vista fisico, ma compensa questo suo ‘limite’ con un’ottima intelligenza cestistitica.
Ha un buon ball handling, è un discreto passatore e sa leggere perfettamente gli attacchi avversari.
Nella sua stagione da rookie ai Philadelphia 76ers ha totalizzato una media di 12.8 punti e 6.3 rimbalzi a partita con anche dieci doppie-doppie a referto.

Quando Dario Saric indossa la maglia della Croazia si trasforma e diventa un guerriero: lotta, combatte e fa di tutto per la sua nazionale. Ricordiamo infatti quando nel 2014 contro l’Argentina ai Mondiali in Spagna, si ruppe sei denti.
Come ogni slavo che si rispetti, è carismatico e gioca – all’apparenza – senza pressione.
Ad Eurobasket sarà sicuramente un uomo fondamentale per Petrovic in un girone per nulla facile con Spagna, Repubblica Ceca, Montenegro, Romania (padrona di casa) e Ungheria.
Ad alternarsi con Dario Saric nel ruolo di ala, ci potrebbe essere un altro giocatore giovane e talentuoso: Mario Hezonja.

MARIO HEZONJA: GRANDE ATLETA, MA ANCORA ACERBO

Come appena detto, un’altra ala che potrebbe comporre il roster croato è Mario Hezonja.
L’ex Barcellona, nato nel 1995, è in NBA da due anni con la maglia degli Orlando Magic.
Mario Hezonja ha avuto un impatto più difficile con il basket americano, tanto che in queste ultime ore rumors dicono che possa rimanere a lavorare in Florida e disertare la rassegna continentale.

È un’ala di grande talento, ma che ancora stenta a farlo emergere agli occhi degli appassionati.
Hezonja è un ‘quattro’ dinamico e atletico: ama la schiacciata ed il gioco spettacolare in campo aperto, ma non disdegna, visto che è davvero difficile spostarlo, la soluzione in post basso o in

Hezonja con la maglia croata durante l'ultimo Mondiale Fiba

Hezonja con la maglia croata durante l’ultimo Mondiale Fiba

penetrazione.
Ha le dimensioni adatte per fare la differenza sia in Europa che in NBA e ad esse aggiunge velocità ed esplosività.
Per concludere il pacchetto offensivo, non possiamo esimerci dal sottolineare la sua capacità di crearsi discreti tiri dal palleggio o in uscita dai blocchi.

Hezonja sa di avere mezzi fisici importanti ed è per questo che talvolta pecca di presunzione ed egoismo. Infatti il croato si incaponisce fermando troppo la palla per cercare la giocata più difficile e forzata: non essendo un grande palleggiatore, se sotto pressione, va in difficoltà e finisce per perdere il controllo dell’azione.

Insomma Hezonja è un giocatore che gioca più di istinto che di tecnica. In difesa per esempio è un valido marcatore nell’uno contro uno o in post basso, ma diverse volte si intestardisce sugli intercetti rimanendo intrappolato nelle rotazioni: cerca sempre la rubata, anche quando non necessario, quindi alterna ottimi aiuti e chiusure a buchi e disattenzioni sui tagli.

Diciamolo con chiarezza. Mario Hezonja probabilmente non è il miglior compagno di squadra che si possa desiderare, ma se in fiducia e in serata positiva potrebbe spostare gli equilibri in maniera decisiva.

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