La WNBA e il sindacato delle giocatrici WNBPA hanno raggiunto l’accordo per una moratoria sulle trattative per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro CBA, scaduto formalmente lo scorso 9 febbraio e senza giungere a una chiusura.
La moratoria darà alle parti altro tempo per negoziare e raggiungere un accordo definitivo, ma nel frattempo tutte le attività della lega come la free agency, che sarebbe iniziata in gennaio, sono sospese. Un primo effetto della mancanza di un accordo formale tra le parti, che se non dovesse trovarsi in tempi ragionevoli potrebbe far slittare la stagione WNBA 2026 e relative tempistiche come il mercato e il draft. Oltre che fermare le attività lavorative normali dei team e uffici della lega.
WNBA e WNBPA continueranno a lavorare e trattare “in buona fede” verso un accordo, nel frattempo però di fatto la lega ha chiuso i battenti fino a nuovo ordine. Tante delle giocatrici WNBA sono impegnate ora in campionati esteri e nelle leghe USA Unrivaled di 3X3 e Athletes Unlimited La WNBA ha intanto già tenuto a dicembre la sua draft lottery, il draft dovrebbe tenersi il 13 aprile 2026 e dopodiché dovrebbe tenersi l’expansion draft per formare i roster delle due nuove franchigie che debutteranno nel 2026, le Portland Fire e le Toronto Tempo.
Il nodo focale della trattative è la percentuale di “revenue sharing” ovvero degli introiti della WNBA che finiscono nelle tasche delle giocatrici. Il sindacato WNBPA chiede una percentuale maggiore rispetto al passato, la lega ha risposto nelle sue prime bozze d’accordo, tutte respinte, un innalzamento degli stipendi medi e del salary cap ma senza modifiche sostanziali del sistema attuale del sopracitato revenue sharing. La distanza nelle richieste economiche è davvero larga: la WNBA ha proposto alle giocatrici un aumento tra 1.3 milioni e 2 milioni di dollari “entro la scadenza del nuovo CBA” dei contratti al massimo salariale e una media dei salari di 530mila dollari che potranno crescere fino a oltre 700mila. Il minimo salariale sarebbe fissato di partenza a 250mila dollari annui e il salary cap fissato sui 5 milioni di dollari per ogni team.
Le giocatrici hanno chiesto aumenti fino ai 12.5 milioni di dollari per il salary cap (per il solo 2026, e a salire) e uno stipendio medio di 1 milione di dollari con un massimo salariale da 2.5 milioni. Cifre che potrebbero calare nei piani del sindacato qualora la WNBA accettasse percentuali maggiori di divisione del revenue sharing della lega.
