Il calendario della WNBA per la stagione 2025 è stato messo sotto accusa da tifosi e giornalisti, che sostengono che il formato da 44 partite crei brutali back-to-back, riduca i tempi di recupero per le giocatrici, diluisca gli incontri clou e metta a repentaglio il coinvolgimento dei tifosi.
Ora, anche Satou Sabally si è unita al coro di critiche, sfidando direttamente la Commissioner Cathy Engelbert dopo la sconfitta che le Phoenix Mercury hanno subito sabato (89-77) dalle Seattle Storm.
“Cathy ha aggiunto un sacco di partite. Ma per noi giocatrici il recupero è importante” si è lamentata la rappresentante della WNBPA. “Mettiamo il nostro corpo in gioco ogni volta. Abbiamo giocato nove partite in diciotto giorni. Non è proprio una grande idea per un Commissioner. Penso che altre squadre ne abbiano tre di partite in back-to-back. Quindi ci sono molte cose che potremmo migliorare in termini di programmazione”.
La giocatrice delle Mercury ha poi sottolineato che l’accesso costante a strumenti di recupero di alto livello, e la collaborazione tra la lega e le giocatrici, siano elementi essenziali per una competizione sostenibile.
“Nove partite in diciotto giorni. Quanto si può recuperare? Quanto velocemente si può fare? Ovviamente abbiamo un ottimo staff e confido in loro. Ma negli anni precedenti, per me era diverso” ha aggiunto, sottolineando che il benessere delle giocatrici deve essere una priorità se la WNBA spera di mantenere sia la sua traiettoria di crescita sia la sua integrità competitiva. “Basta assicurarsi che tutte le squadre forniscano gli strumenti di recupero necessari, che trattino le professioniste come tali e che la lega lavori con noi invece di buttarci semplicemente in campo”.
I commenti di Sabally intensificano le richieste di riforma, spingendo tifosi e analisti a sollecitare la lega a rivedere il suo programma, salvaguardando il benessere delle giocatrici. La WNBA non ha ancora risposto.
