Le Las Vegas Aces erano giunte nello stesso punto in cui l’anno scorso erano cadute.
Le Aces avevano perso contro le Seattle Storm nelle Finals del 2020, mentre la scorsa stagione sono state spazzate via in Gara 5 delle semifinali contro le Phoenix Mercury, nonostante il fattore campo a proprio favore.
Dopo quella bruciante sconfitta, Chelsea Gray e A’ja Wilson si sono consultate per capire dove fosse il problema, giungendo alla conclusione che il tiro della Gray era la soluzione migliore.
E infatti, quest’anno le cose sono andate diversamente.
Il team è ritornato alle WNBA Finals per la seconda volta negli ultimi 3 anni, grazie ad una vittoria in Gara 4 delle semifinali per 97-92, contro le Storm. E, a fare la differenza, è stato proprio il tiro della Gray, soprattutto in un quarto quarto in cui si sono visti 3 pareggi e 3 cambi di vantaggio.
Negli ultimi 2 minuti e 3 secondi di partita, la giocatrice ha segnato 3 tiri consecutivi ad altissimo tasso di difficoltà, regalando a Las Vegas il vantaggio decisivo, e mandando le Storm a dormire definitivamente per questa stagione.
Con i suoi 31 punti e 10 assist registrati durante Gara 4, Chelsea Gray è anche diventata la prima giocatrice nella storia della WNBA a superare quota 30 punti e 10 assist in una partita di playoffs, dopo aver viaggiato in postseason con una media di 24 punti, un 63% di realizzazione al tiro, e (nello specifico) un 59.5% dall’arco.
“Non so bene come io faccia“ ha detto la diretta interessata a proposito del suo tiro magico. “Tiro come quando mi alleno. Non è niente di diverso”.
E neanche la capo allenatrice di Seattle, coach Noelle Quinn, si spiega come tutto ciò sia possibile.
“Non credo che nessuno su questo pianeta possa marcare Chelsea Gray” ha detto. “Abbiamo fatto molto in questa serie per cercare di rallentarla. Se la si limita con i punti, ha la capacità di passare e creare buone azioni di gioco. È una giocatrice incredibile. Penso che la nostra squadra abbia fatto un ottimo lavoro per cercare di limitarla, ma credo che lei fosse in un periodo di flessione, e quando una giocatrice è in un periodo come questo, è molto difficile da fermare”.
Las Vegas è stata così in grado di superare questa serie di semifinali, battendo le Storm in Gara 4 anche grazie ai 23 punti e 13 rimbalzi di A’ja Wilson, ai 18 punti di Jackie Young e ai 15 di Kelsey Plum. Secondo le statistiche di ESPN, sono infatti loro, accompagnate da Chelsea Gray, ad aver segnato o reso possibili tutti e 97 i punti delle Aces in Gara 4.
Finiscono così le carriere di Sue Bird e Briann January, che avevano annunciato il loro ritiro alla fine di questa stagione. Con una sconfitta.
Il momento è stato particolarmente toccante soprattutto per Sue Bird, che ha giocato tutte e 19 le sue stagioni WNBA a Seattle. Non a caso, le stesse Aces hanno provato emozioni contrastanti a riguardo.
“Ti senti come la ragazza che ha battuto Serena Williams” ha detto la capo allenatrice di Las Vegas, Becky Hammon, riferendosi ad Ajla Tomljanovic, la tennista che ha sconfitto la Williams nell’ultima partita della sua leggendaria carriera, la settimana scorsa agli US Open. “È dolceamaro. So che io stessa, tutto il nostro staff, la squadra e l’organizzazione hanno un grande rispetto per Sue. Ha una carriera da favola. Una carriera che molte bambine sognano. Lei l’ha vissuta. L’ha vissuta alla grande. La sua impronta sul gioco rimarrà impressa per sempre”.
La serie non è stata tirata troppo per le lunghe, ma molto probabilmente verrà considerata un classico nella storia della WNBA.
Solo una partita su 4 è stata conclusa con uno stacco superiore a 5 punti (e cioè Gara 3, giocata domenica), dopo i tempi supplementari. Ma, nonostante tutto, le Aces hanno comunque riconosciuto alle Storm il merito di aver dato tutto quello che avevano.
“Siamo ovviamente entusiaste di tornare alle Finals” ha detto coach Hammon. “Ma è strano perché abbiamo molto rispetto per l’altra squadra nel suo complesso. Ci hanno dato una grande possibilità. Era come due titani che si affrontavano. Si trattava di chi sarebbe stata l’ultima squadra a rimanere in piedi. Ci sentiamo fortunate. Ci sentiamo come se avessimo lavorato per questo, e siamo sicuramente felici di andare avanti e di uscire vittoriose da questa arena”.

