Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsSue Bird, ora è davvero finita: “Mi mancherà tutto questo ma è il momento giusto”

Sue Bird, ora è davvero finita: “Mi mancherà tutto questo ma è il momento giusto”

di Michele Gibin
sue bird ritiro

Ci ha provato Sue Bird a “mordere” la partita, nell’unico modo che i suoi 41 anni e 21 stagioni WNBA alle spalle le potevano concedere, nel terzo quarto di gara 4 contro le Las Vegas Aces.

Con A’ja Wilson e compagne che avevano tenuto botta (47-44) al blitz da 26 punti in un tempo di Breanna Stewart, Bird ha provato in avvio di terzo periodo a saggiare la sua mano al tiro da tre punti, dopo il miracolo quasi risolutivo di gara 3, senza però trovare mai il canestro. Le Seattle Storm schiacciate per qualche minuto dalla pressione hanno sbagliato 10 dei primi 11 tiri presi nella frazione, buoni tiri anche se un poco affrettati, mente le Aces pezzo dopo pezzo con Wilson, Jackie Young e la solita macchina automatica Chelsea Gray rimontavano e preparavano il ritorno alle finali WNBA.

Seattle avrebbe poi conteso fino all’ultimo minuto gara 4, ma la partita è girata per le padrone di casa in quel terzo periodo da appena 12 punti. Per Sue Bird, che ha finito ovviamente in campo la sua ultima recita alla Climate Pledge Arena e su un parquet WNBA, è restata alla fine “solo” la consolazione di averci provato, e l’abbraccio del suo pubblico.

La leggenda delle Storm ha chiuso la sua carriera con 8 punti e 8 assist, e soprattutto “senza rimpianti“.

La partita è stata una combinazione di emozioni, e strana. In fondo, lo sapevo che poteva essere l’ultima e un po’ di tristezza c’era“, così Sue Bird nel post partita del 97-92 Aces di gara 4 “Alla fine non volevo quasi andarmene e lasciare il campo, volevo un ultimo momento per dire grazie e godermi l’attimo. Un momento se vogliamo anche felice (…) io resto orgogliosa di tutto quello che abbiamo realizzato qui. oggi sono triste ma dietro c’è tanta felicità per aver avuto questo ultimo momento con i tifosi, sentirli chiamare il mio nome. Sono lacrime anche di gioia“.

Nel post gara Sue Bird ha garantito che non ci saranno ripensamenti su un ritiro annunciato già mesi fa: “Fisicamente sto bene, ma ho sempre saputo che questo sarebbe stato l’ultimo anno, so che era la cosa giusta da fare. Il basket mi mancherà tantissimo e non lo si potrà sostituire, questo lo so bene. Ma la mia decisione è giusta“.

L’obiettivo di un quinto titolo WNBA si è infranto contro delle Las Vegas Aces troppo forti, in grado di vincere due volte a Seattle e che – quale che sarà l’avversaria tra Connecticut Sun e Chicago Sky – entreranno da favorite d’obbligo alle WNBA Finals. Sue Bird chiude la sua carriera comunque come una delle giocatrici più vincenti del basket USA, maschile e femminile che sia, con 4 titoli WNBA, 13 partecipazioni all’All-Star Game, la nomina quale una delle migliori 25 giocatrici di sempre, e ben 5 medaglie d’oro olimpiche con Team USA.

Il suo ritiro arriva appena tre giorni dopo quello di un’altra grandissima, un’altra GOAT come Serena Williams. E coach Becky Hammon ha voluto paragonarsi a fine partita a Ajla Tomljanović, colei che agli US Open ha avuto l’onore e l’onere di eliminare la tennista americana. “Vincere a Seattle è difficile sempre, figuriamoci in una serata così. E’ una sensazione agrodolce, è un po’ come aver eliminato Serena Williams, si sta così“.

Il ritiro di Sue Bird significa anche nuovo capitolo e chissà, rifondazione, per le Seattle Storm. Solo Jewell Loyd tra le giocatrici importanti è sotto contratto, Tina Charles e soprattutto la 2 volte MVP Breanna Stewart saranno free agent e potrebbero partire. “La cosa che fa più male in assoluto ora è sapere che non giocherò più con Sue Bird” così Stewart “Non la vedremo più in allenamento né in partita. Fa male dover realizzare tutto questo in così poco tempo. Oggi? Abbiamo provato a dare tutto“.

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