Due triple di Sami Whitcomb e DeWanna Bonner scacciano nel quarto quarto la paura di non farcela per le Phoenix Mercury, che battono per 86-81 in gara 4 le Minnesota Lynx senza Napheesa Collier e coach Cheryl Reeve e si qualificano di nuovo alle WNBA Finals.
Phoenix, che in una gara 3 zeppa di polemiche per l’arbitraggio e l’infortunio di Collier s’era presa il vantaggio del fattore campo, deve rimontare due volte Minnesota che gioca per forzare una gara 5 in casa. Le Lynx partono infatti più forte sul 25-14 nel primo quarto, poi le Mercury recuperano con la panchina nel secondo (24-13 di ritorno), si va avanti così anche dopo l’intervallo con un controparziale di 30-17 per Minnesota che a 8 minuti dal termine è ancora avanti per 68-62.
Le Mercury ricuciono una volta per tutte lo strappo e si portano avanti per 72-70 a 3 minuti dalla fine, con due tiri da tre punti dagli angoli di Whitcomb e di DeWanna Bonner, finora impalpabile nella serie ma che in gara 4 d’esperienza garantisce 13 punti dalla panchina decisivi. Ci vuole ancora una spallata però per “finire” le Lynx che con Kayla McBride restano in scia, con due triple la guardia di Minnesota replica a Alyssa Thomas e Bonner (77-76) e chi meglio di Thomas che segna gli ultimi due punti di una partita da 23 con 10 assist e 8 rimbalzi.
Satou Sabally di punti ne segna 21 con 6 rimbalzi, dall’altra parte McBride chiude a quota 31 punti con 6 su 11 da tre e Courtney Williams segna 20 punti ma dalla panchina per Minnesota arrivano solo 5 punti, impossibile vincere in trasferta a queste condizioni sebbene le Lynx ci siano andate vicine.
Le Phoenix Mercury hanno sentito la pressione del possibile ritorno alle WNBA Finals dopo il 2021 e della necessità di chiudere la serie in casa per non pensare a una gara 5 che sarebbe stata insidiosissima. E dopo le New York Liberty campionesse in carica hanno eliminato anche le finaliste 2024 raggiungendo l’obiettivo che, al netto delle dichiarazioni del post partita, era quello dell’inizio della stagione dopo una off-season importante e l’arrivo di Alyssa Thomas e Satou Sabally.
Che coach Nate Tibbets abbia detto che “nessuno a parte noi aveva queste aspettative” è vero in parte, le Mercury sono una squadra costruita per vincere subito. Però è anche vero che si tratta di un gruppo nuovo, con tante giocatrici nuove rispetto a un anno fa, “ma l’orgoglio e la voglia di giocare assieme che ci abbiamo messo è stata impressionate“. Sia al primo turno sia in semifinale Phoenix aveva perso gara 1, contro New York persino in casa, per poi vincere tutte le partite successive, e soprattutto contro Minnesota ha ribaltato il pronostico. In gara 3 l’infortunio, pesante, di Napheesa Collier è arrivato solo nei secondi finali quanto la partita era già sostanzialmente in tasca, l’assenza di Collier ha facilitato il compito ma ci è comunque voluto un quarto quarto da 31-13 di parziale per uscirne.
“Per come s’era messa avremmo potuto anche dirci, ok andiamo a gara 5 a Minnesota e vediamo… ma non abbiamo staccato la spina perché è ciò che abbiamo sempre fatto, noi giochiamo nonostante tutto e ottieni sempre dei risultati alla fine“.
Alyssa Thomas è stata l’MVP della serie, con la sua 28esima doppia doppia in carriera ai playoffs WNBA in gara 4 che è anche un record per la lega. Per Thomas e DeWanna Bonner, per tanti anni star delle Connecticut Sun, è un ritorno alle Finals dopo il 2022 quando persero contro le Las Vegas Aces, avversaria che potrebbero ritrovarsi davanti tra pochi giorni, in attesa della gara 5 tra A’ja Wilson e compagne e le mai dome Indiana Fever. “Arrivare fino a qui non è facile, dicevo alle mie compagne oggi che io gioco da una vita e ci sono arrivata solo tre volte, questo dice molto” così Bonner. “Io in questo gruppo ci ho sempre creduto, per me è stata una ripartenza che ci voleva con delle giocatrici che volevano la stessa cosa che voglio io, e in una franchigia dove si gioca per vincere” ha detto invece Alyssa Thomas.
Le Minnesota Lynx hanno invece chiuso con una nota bassa. Lo scorso anno persero solo in gara 5 contro le Liberty alle Finals e nel 2025 sono state la miglior squadra con 34-10 di record. E solo un infortunio in agosto ha impedito a Napheesa Collier di vincere il premio di MVP andato poi a A’ja Wilson. In gara 3 con quel finale controverso è finito tutto, Collier non avrebbe giocato probabilmente neppure in un’ipotetica gara 5 e persino oltre, visto l’infortunio, e che in panchina in gara 4 non ci fosse Cheryl Reeve, espulsa e sospesa per la scenata contro arbitri e pubblico, non ha dato una bella immagine.
“E’ davvero dura oggi, in 5 anni ci siamo andate sempre così vicine, vincere è una cosa che desideri soprattutto per le persone che hai con te tutti i giorni” ha detto Kayla McBride “Oggi sono triste perché questo gruppo è quanto di meglio si possa avere. Abbiamo dato tutto, da veterana sono cose che fanno male ancor di più“. Il rimpianto vero per Minnesota, che ha patito la fisicità e la difesa di Phoenix nei quarti quarti per tutta la serie, è gara 2 in cui le Lynx hanno sprecato 20 punti di vantaggio e perso ai tempi supplementari. Un errore che a questi livelli si paga.
Le Phoenix Mercury giocheranno dunque per il quarto titolo WNBA della loro storia e per raggiugere Lynx, Seattle Storm e Houston Comets tra le squadre più titolate nella storia della lega. Nel 2021 le Mercury di Diana Taurasi e Brittney Griner, alla fine di un ciclo glorioso, seppero tornare alla Finals dove persero per 3-1 contro le Chicago Sky di Candace Parker.

