Home Eurobasket 2022 Spotify Playlist: Kalnietis

Spotify Playlist: Kalnietis

di Niccolò Arenella

A inizio 2016 Mantas Kalnietis arriva a Milano mentre a fine anno Spotify, la nota piattaforma musicale, aveva pubblicato un’interessantissima mappa del mondo in continuo aggiornamento.

Sono evidenziate le 100 canzoni più ascoltate in numerose città di tutto il globo.

Milano presenta tantissimi artisti italiani, tra i più ascoltati (In questo momento Ghali, Cosmo e Liberato solo per dirne tre) quindi non è così improbabile che anche il nostro protagonista abbia ascoltato almeno una di queste canzoni.

Se per le deliziose prestazioni con la maglia della Lituania o le meno impressionanti di questa stagione con l’ Olimpia Milano, gli appassionati di basket europeo conoscono sicuramente Kalnietis.

I biancorossi avevano disperatamente bisogno di un play di rilievo internazionale, anche se la situazione Eurolega era già alquanto compromessa.

Nonostante un campionato di alti e bassi, Mantas si era fatto trovare pronto nella finale contro Reggio Emilia conquistando così il suo, considerando quelli vinti in patria, quinto titolo nazionale.

Ma  l’amore della città verso il ragazzo di Kaunas non è mai davvero sbocciato.

Anzi secondo molti, vista la stagione fallimentare potrebbe essere proprio lui uno di quelli che dovranno pagare il conto.

Lo immagino quindi immerso nella sua casa milanese, affianco alla sua splendida moglie (vedere per credere) a riflettere di cosa sarà del suo futuro ascoltando le canzoni proposte da Spotify..

GHALI – HAPPY DAYS

“Io non vado a dormire prima delle tre, poi mi sveglio e mi chiedo il sole dov’è..” a giudicare dalle immagini della festa scudetto, potrebbe essere la canzone giusta per noi.

La prima vera gioia di Kalnietis è appunto quello scudetto festeggiato fuori casa, al termine di una serie lunga e stancante, tenuta in vita per Reggio Emilia da un sontuoso Kaukenas.

Mantas in gara-5 colleziona 16 punti e +26 di valutazione, cosa che sembra giustificare la sua dichiarazione dei mesi precedenti di: “ voler rimanere in Italia fino a 40 anni.”

I miei sogni sono lì, corro a prenderli (…) Il mio cuore non brucia mai, come i jeans” a 30 anni sei campione d’Italia, con il tuo primo trofeo in mano conquistato con la determinazione che ti ha fatto scalare le gerarchie della nazionale lituana.

Kalnietis ascolta questa traccia ripensando al suo periodo più felice in Italia.

Nel video, girato in Sud Africa, Ghali sembra quasi distaccarsi dalla suo essere un ragazzo di Baggio, periferia di Milano, diventando così qualcosa di nuovo. Nuovo come il Kalnietis campione d’Italia.

BAUSTELLE – LA MUSICA SINFONICA

“Essere felici non è facile, è quasi metafisica. E’ musica sinfonica in discoteca”

I Baustelle, manifestano il loro male di vivere in questa “La Musica Sinfonica”, parafrasando ad una sorta di insoddisfazione della propria condizione e della percezione dell’ infelicità attuale.

Kalnietis si è sentito così più volte nel suo periodo milanese.

Non è un giocatore da pick&roll, non è un tiratore ma è un uomo di squadra.

Quadrato, ordinato, con capacità di leadership (merce rara) ma che appunto è un unicum: musica sinfonica in discoteca.

Da qui ne nasce il disguido tattico alla base della stagione di Milano; Repesa si ostina a farlo giocare affianco ad un altro play come Hickman o Cinciarini, cosa che sembra far molto risentire il suo gioco.

Kalnietis è un giocatore tutto di un pezzo, ottimo a mettere ordine e geometria ma a cui non si può chiedere la fantasia di un Teodosic che tutti i tifosi vorrebbero.

“Essere felici non è facile, è quasi metafisica”  la dedicherei più ai tifosi…

FUSEDMARC – RAIN OF REVOLUTION

Eppure c’è chi ancora ama Kalnietis, dove in patria è il primo play della nazionale.

Nel 2006, a soli 19 anni, viene chiamato per partecipare i mondiali da coach Antanas Sireika, l’uomo che aveva condotto la Lituania all’oro Europeo 2003 e alle Olimpiadi del 2004, che noi italiani ricordiamo bene.

Nei pre-convocati per questo Europeo Mantas è stato uno dei primi ad essere chiamato.

“Per la Lituania solo prendere la medaglia è un successo.” ribadì prima delle olimpiadi, non ha paura di metterci il petto per il suo paese ed il neo coach Adomaitis lo sa bene.

“It is the Lithuanian national team we are talking about. Everyone wants to play, everyone wants to win medals for their country.” ha dichiarato l’allenatore nella sua prima conferenza, quasi una simbiosi tra i due.

I Fusedmarc sono un gruppo Lituano che ha partecipato a quella follia collettiva (so che lo negate ma anche voi avete tifato per Gabbani) che è stato Eurofestival 2017.

Suonano musica elettronica, magari molto lontana dai contesti precedenti, ma vista la popolarità non stentiamo a credere che nel tragitto casa-lido no sia scappata in una playlist.

E via per questi 3:05 min la vita sembra essere tornata quella di Kaunas, dove era il delfino di quella generazione vincente post sovietica.

Giovani, vincenti e Lituani: parliamo dei Fusedmarc o della Lituania ai prossimi europei?

CALCUTTA – MILANO

“Ci sono giorni che io vorrei morire … Ed altri, invece, in cui non ci rimango male … Ma non ci riesco più.”

Usando le parole di Calcutta, boom nella scena alternativa degli ultimi due anni, c’è ben poco da spiegare. Sembra scritta solo per Kalnietis.

Ci sono giorni in cui da lui passano tutte o quasi, le nefandezze di Milano: non corre, non lotta, non segna ecc..

Alcune volte la cosa non lo tocca. La consapevolezza, tipica dei popoli nordici di entrare e dare tutto lo fa stare sereno, non rimane male delle critiche anche gratuite.

Altri giorni fa male pensare che tutto ciò che hai fatto non rimanga. Lo scudetto, la coppa Italia, tutto ciò che hai messo sul campo evaporato.

“E scusa io non voglio fare male … e scusa si che lo so che tu stai bene … ma Milano è una corsia di un ospedale”.

E via si continua, con una canzone che sembra quasi una previsione di Cassandra. Milano non voleva fare male, Mantas nemmeno.

Gli obiettivi erano ben altri, in Europa e, soprattutto, in Italia. Non averli raggiunti ci fa arrabbiare con chi stava bene ed ha dato meno del dovuto, proprio come Kalnietis che per scusarsi sembra appunto dire che, l’ infermeria di Milano “sembra quasi una corsia di un ospedale”.

COSMO – L’ULTIMA FESTA

“Via. Ci stanno cacciando via, Mi sa che chiudono il locale”

Il locale in questione si chiama EA7 Olimpia Milano. Un minuto dopo la fine di gara-5 con Trento, il clima era già esplosivo.

Giocatori che vanno, Allenatori cacciati: il solito far west meneghino.

“Iniziano a guardarci male, eppure mi sento da Dio”.

Tutti contro tutti, giocatori contro altri, clan italiano e clan americano, slavi: un putiferio.

I tifosi cominciano a guardar davvero male tutti, aria di contestazione, aria di che ne ha le scatole piene di questi risultati.

Cosmo, autore del brano, dice di “sentirsi da Dio” perché “se c’è un limite lo posso spostare”.

Kalnietis si trova bene a Milano, nessun compagno ha mai osato lamentarsi o esprimere insoddisfazione. Un lavoratore indefesso, che ha giocato anche infortunato per queso posto in cui si sente così a suo agio.

Il limite che si presenta adesso è se sarà o meno sacrificato anche lui sull’altare della sconfitta: ma siamo sicuri che non sia solo un altro limite da spostare più in là, più in là, più in là, più giù?

You may also like

Lascia un commento