Home EurolegaGli dei del basket dicono l’Hapoel Tel Aviv: cade l’Olimpia Milano

Gli dei del basket dicono l’Hapoel Tel Aviv: cade l’Olimpia Milano

di Kevin Martorano
Zach LeDay Hapoel Tel Aviv Olimpia Milano

Nel Round 29 di EuroLeague l’Olimpia Milano cade sul campo dell’Hapoel Tel Aviv al termine di una sfida intensa e carica di tensione. I biancorossi non riescono a sfruttare le occasioni concesse nell’arco dei quaranta minuti dagli israeliani, pagando a caro prezzo qualche disattenzione difensiva e tanti errori su tiri aperti nella metà campo offensiva. Una sconfitta che pesa, perché arrivata in uno snodo cruciale della stagione europea, e che complica ulteriormente la corsa verso le posizioni che valgono l’accesso alla post-season europea.

Coach Peppe Poeta ha dovuto rinunciare a Nico Mannion, Diego Flaccadori e Stefano Tonut, impegnati con la nazionale italiana, ed a Nate Sestina, Ousmane Diop e Devin Booker per infortunio, quest’ultimo per un problema al ginocchio.

Hapoel Tel Aviv-Olimpia Milano: l’analisi del match

La sfida del Round 29 di EuroLeague tra Hapoel Tel Aviv ed Olimpia Milano è terminata con il risultato di 92-86, con i padroni di casa che hanno avuto anche gli Dei del basket dalla loro parte, visti alcuni canestri da tre punti più che fortunati (basti pensare ad una tripla entrata da metà campo in seguito ad un passaggio sbagliato per il lungo in contropiede…). Milano ha avuto buoni momenti, soprattutto quando è riuscita a correre e ad accendersi con LeDay, Nebo e Bolmaro, ma non ha mai dato la sensazione di poter controllare davvero l’inerzia della gara.

Il dato che fotografa la serata biancorossa è il 9/29 dall’arco: percentuale troppo bassa per una squadra che ha bisogno del tiro pesante per aprire il campo e compensare qualche difficoltà nella creazione dal palleggio. A questo si aggiungono gli otto tiri liberi sbagliati, errori che in una partita comunque equilibrata, al netto di alcuni allunghi israeliani, hanno pesato specificamente nell’economia del match.

Dall’altra parte l’Hapoel ha costruito la propria vittoria con grande concretezza vicino a canestro: il 27/43 da due punti racconta di una difesa milanese incapace di contenere con continuità le penetrazioni e il gioco interno di Oturu e compagni. Quando gli israeliani hanno alzato il livello fisico e trovato ritmo offensivo, Milano ha dovuto inseguire, spendendo energie per rientrare senza però completare mai la rimonta.

Dal punto di vista individuale per l’Hapoel Tel Aviv ci sono i 25 punti con 8 assist di Elijah Bryant, i 18 con 9 rimbalzi di Micic ed i 16 di Oturu. Per l’Olimpia Milano ci sono i 22 punti di LeDay, i 18 di Nebo ed i 13 di Bolmaro.

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