Poche ore dopo aver dichiarato con orgoglio “di non essere come Clint Capela” come se fosse peraltro un insulto, Deandre Ayton ha messo assieme l’ennesima prova sciapa della sua stagione, da appena 2 punti e 4 rimbalzi in 23 minuti nel KO dei Los Angeles Lakers per 113-110 contro i Phoenix Suns senza Devin Booker e Dillon Brooks.
Luka Doncic ha segnato 41 punti con 8 rimbalzi e 8 assist, i Suns hanno risposto con 28 punti di Grayson Allen in uscita dalla panchina e 21 punti di Collin Gillespie. Il canestro della vittoria per Phoenix dopo una bella azione corale all’ultimo possesso lo ha segnato Royce O’Neale, da tre a 0.9 secondi dalla fine e i Lakers con Austin Reaves, dopo il timeout e un’altra ottima rimessa disegnata da coach JJ Redick, hanno mancato il tiro che sarebbe valso i tempi supplementari. Per LA è la terza sconfitta di fila, la seconda arrivata allo scadere e all’ultimo tiro dopo quella contro gli Orlando Magic ed è un KO che pesa in classifica, perché adesso Phoenix (34-26) è indietro di una sola partita al settimo posto sui Lakers (34-24).
Deandre Ayton arrivava dalla sua miglior partita in stagione da almeno un paio di mesi, una doppia doppia da 21 punti e 11 rimbalzi contro Orlando. Partita dopo la quale nel descrivere il suo ruolo in squadra aveva rimarcato con orgoglio di non essere “il Clint Capela” dei Lakers, citando il centro degli Houston Rockets di oggi, e di quelli di ieri con James Harden e che in carriera, tra Houston e Atlanta Hawks, ha giocato da titolare due finali di conference.
Delle parole infelici quantomeno, che sono tornare a mordere le natiche di Ayton poche ore dopo vista la controprestazione (a essere gentili) contro la sua ex squadra. E profferite da un giocatore scaricato dai Suns e quindi anche dai Portland Trail Blazers tramite buyout con due anni d’anticipo sulla scadenza naturale del suo precedente contratto, pochi mesi fa nella off-season 2025.
Deandre Ayton sta viaggiando in stagione a cifre più che dignitose, da 13.2 punti di media con 8.5 rimbalzi a partita. Giocando accanto a due grandissimi creatori di gioco come Luka Doncic e LeBron James era però lecito attendersi di più, se non che chi avesse prestato attenzione al momento del suo arrivo ai Lakers, avrebbe di sicuro notato come l’ex Suns e Blazers fosse tutt’altro che il centro adatto a giocare “attorno” a Doncic: poco verticale, giocatore con buone mani ma “di fino”, che si guadagna pochissimi tiri liberi e che non gradisce il contatto fisico. L’esatto contrario di un ottimo centro ai suoi tempi come Clint Capela che proprio da bersaglio mobile in attacco per James Harden e Trae Young, con verticalità e mani pronte e forti, si è costruito un’ottima carriera.
Contro i Suns Ayton non ha praticamente giocato nel quarto quarto, in cui Redick ha puntato su Jaxson Hayes il quale pur difettando di talento e comprendonio (non solo in campo), ha qualità atletiche e tecniche migliori per gravitare attorno a Doncic e LeBron.
E con tempismo perfetto, a mezzo social è arrivata la risposta di Clint Capela che da Houston ha invitato Deandre Ayton a farsi gli affari suoi, di fatto: “Giochi con due dei più grandi floor generals di sempre (Doncic e James, ndr), bello. Resta concentrato“. Tra il 2016 e il 2020 Clint Capela è stato il centro titolare degli Houston Rockets di James Harden, contender a Ovest e finalisti di conference nel 2018, il centro svizzero ha viaggiato su cifre da oltre 13 punti e 12 rimbalzi a partita in quegli anni con 1.5 stoppate di media. Rendimento che Capela ha mantenuto per le stagioni successive con gli Atlanta Hawks almeno fino al 2024 prima che il suo ruolo diminuisse.
