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Up and Down della terza giornata di Eurolega

di Alessandro Minola

Alla conclusione del terzo turno di Eurolega solo le corazzate CSKA e Barcellona sono a punteggio pieno e solo il Valencia non ha ancora vinto una partita; ciò dimostra come ogni anno in questa competizione gran parte delle squadre siano allo stesso livello e come la differenza venga fatta dalla prestazione che ciascun giocatore offre di giornata in giornata. Vediamo dunque chi ha condotto la propria squadra alla vittoria e chi invece non ha fornito il proprio contributo alla causa.

Terza giornata di Eurolega: è sempre più aleggiante la sensazione che la squadra più forte d'Europa si chiami Barcellona

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Up della terza giornata di Eurolega

Nando de Colo: impossibile non citarlo. Per lui, prestazione monstre da 39 punti (è mancato solo un canestro da 3 per superare il record di 41 punti di Bobby Brown), 3 rimbalzi e 3 assist, con un PIR di 44. Questi punti sono stati frutto di una serata praticamente perfetta al tiro: 12 su 15 da due e 3 su 6 dall’arco. È stato l’unico giocatore del Fenerbahçe ad andare in doppia cifra, avendo segnato da solo quasi la metà dei canestri della squadra. Buono anche il contributo del centro ceco Jan Vesely, che sembra essere tornato in forma dopo un lungo stop: per lui 9 punti e 7 rimbalzi.

Zach LeDay: per il centro bonsai ex-Olympiacos ottima prestazione, soprattutto in attacco: 26 punti e 9 rimbalzi, di cui 5 offensivi e catturati in momenti decisivi della partita. LeDay non si è fatto intimorire dai possenti lunghi avversari, molto più alti di lui. Sembrava che traesse la forza per farsi valere sotto canestro dagli assordanti cori dei tifosi dello Zalgiris, accorsi in 15.000 (palazzetto sold-out) per sostenere i loro beniamini contro il Real Madrid, ancora privo del neo-acquisto Salah Mejri.

Bayern Monaco: la squadra bavarese interrompe la striscia positiva dell’Asvel Villeurbanne in maniera traumatica, vincendo con ben 41 punti di scarto. Grande prova corale con ben cinque uomini in doppia cifra, e altri due giocatori a quota 8 punti. Si sono messi in luce il playmaker Maodo Lo e il centro Greg Monroe, da poco sbarcato in Europa dopo numerose stagioni in NBA. Un paio di dati significativi: le percentuali da due punti sono state buone, mentre quelle da tre punti possono essere definite stratosferiche (solo 12 triple tentate, ma ben 10 sono andate a segno). Menzione d’onore per il nostro Diego Flaccadori, che al suo esordio in Eurolega mette a segno 6 punti in quasi 12 minuti passati in campo.

Down: ecco chi non ha convinto

Olympiacos Piraeus: altra prestazione opaca per la squadra greca. In casa, davanti a circa 7.000 spettatori, non riescono ad avere la meglio su un modesto Zenit S. Pietroburgo che, dopo un inizio difficoltoso, prende però in mano le redini della partita e la conduce fino all’ultimo minuto, quando due triple consecutive, una di Kevin Punter, l’altra di Kostas Papanikolaou, mandano la partita all’overtime. Nel tempo supplementare si ripetono per l’Olympiacos le problematiche in attacco che hanno caratterizzato anche il resto della partita; prima vittoria dunque in Eurolega per la squadra russa. L’unico a salvarsi è il centro Nikola Milutinov, che ha messo a referto 16 punti e ben 16 rimbalzi.

Deshaun Thomas: con la sua fisicità di solito è in grado di svoltare partite. Stavolta è stato però annullato dalla difesa di un positivissimo Jeff Brooks, e si sono visti i risultati: l’Olimpia Milano, ancora priva di giocatori fondamentali come Gudaitis, Nedovic e Mack, si è imposta all’Oaka su un Panathinaikos al gran completo. Per l’ala grande statunitense solo 4 punti in 26 minuti, con un 2 su 8 complessivo al tiro. Jacob Wiley ha provato a compensare la scarsa prestazione del suo compagno di reparto, ma purtroppo per i greci non è bastato.

Malcolm Delaney: serata storta per la point-guard proveniente dagli Atlanta Hawks. Non gli entra un tiro, non riesce a costruire giochi per i compagni. Passa quindi gran parte della partita in panchina, e non è in campo quando il Barcellona effettua il break che distrugge le speranze dell‘Alba Berlino (che era stata in vantaggio quasi fino all’intervallo). Viene egregiamente sostituito nel ruolo di playmaker da Adam Hanga, che di solito gioca negli spot 2 e 3, e dal giovanissimo talento spagnolo Leandro Bolmaro, al suo debutto in Eurolega.

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