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A tu per tu con Paul Eboua: intervista esclusiva

di Leonardo Selvatici

Sono state settimane intense per l’ex Carpegna Prosciutto Pesaro Paul Eboua. Settimane in cui ha cambiato agente, ha rescisso il contratto con la società marchigiana e poi ha deciso di dichiarasi per il Draft NBA 2020.  Nonostante tutto rimane una persona allegra e determinata e ho avuto l’onore di fare due chiacchiere con lui in esclusiva per capire un po’ di più del suo lato umano.

  • Tre giorni fa ti sei dichiarato eleggibile al prossimo Draft NBA dopo aver cambiato agente. che sensazione provi dopo questa decisione e hai già avuto dei contatti con squadre NBA?

“Mi sento molto bene perché sentivo fosse il mio momento dopo che l’anno scorso avevo deciso di ritirarmi.  Quest’anno sono molto fiducioso per il Draft anche se non ho ancora parlato con nessuno”.

  • Dichiararsi per il Draft NBA non significa solo cercare un posto nella NBA ma anche provare a farsi vedere in giro per l’Europa. quali sono le tue ambizioni per l’anno a venire e su che cosa pensi di dover migliorare per stare in una grande squadra sia americana che europea?

“Il mio obbiettivo attuale non è quello di farmi vedere ma mi sono dichiarato eleggibile per inseguire il mio sogno che è giocare nella NBA. Per stare in una squadra NBA ma non solo, sento di dover migliorare sul tiro da fuori per aprire meglio il campo e sfruttare meglio il mio atletismo.
Inoltre sia in NBA che in Eurolega il livello si alza notevolmente quindi il tempo di reazione per fare la giocata giusta si riduce e dovrò allenare le mie scelte per prendere sempre la decisione giusta nel tempo minore possibile”.

  • Guardando all’NBA hai un profilo a cui ti ispiri per caratteristiche tue attuali? E hai un giocatore a cui punti di somigliare in futuro?

“Il giocatore a cui mi ispiro sia ora che per il futuro è Pascal Siakam, ala dei Toronto Raptors. Siamo simili fisicamente avendo entrambi un ottimo atletismo ma per essere come lui devo migliorare la mia efficienza al tiro da fuori. Ammiro molto anche Kawhi Leonard, per la sua capacità di incidere sui due lati del campo”.

  • Sei arrivato in Italia nel 2015 grazie alla Stella Azzurra. Lì sei cresciuto sia a livello fisico che sopratutto a livello tecnico e mentale. Quanto devi a loro in questo tuo continuo miglioramento e quanto invece al duro lavoro a cui ti sottoponi giornalmente?

“Loro mi hanno prelevato che ero molto giovane perciò avevo anche un fisico molto snello oltre alle mie capacità tecniche ancora da costruire. Perciò devo molto alla Stella Azzurra, per tutto l’appoggio e le attenzioni che hanno dato alla mia crescita”.

  • Quanto è stato duro lasciare casa e nazione a soli 15 anni per venire in Italia? Cosa ti ha spinto ad accettare l’offerta della Stella Azzurra e da quanto giocavi a basket?

“Lasciare casa e famiglia è stato molto difficile ma sento di averlo fatto per una giusta causa, inseguire il mio sogno che è giocare nella NBA. Quando ho ricevuto la loro offerta giocavo solo da circa 6 mesi (ha iniziato intorno ai 14 anni), ma la voglia di lottare per inseguire il mio sogno facendo quello che mi piace era moltissima e sono contento della scelta che ho preso”.

  •  A Roseto hai avuto la prima esperienza di A2 con un minutaggio intorno ai 15 minuti giocando anche i playoffs. Che esperienza è stata e quali insegnamenti tieni bene a mente per il tuo futuro?

L’esperienza di Roseto è stata la mia prima esperienza ad alto livello siccome l’anno prima in serie B non avevo giocato molto per via di alcuni infortuni. È stata un’annata stupenda visto che eravamo una squadra molto giovane che non pensava di arrivare ai playoffs. Piano piano però abbiamo iniziato a conoscerci meglio e siamo riusciti a raggiungere un traguardo enorme per una squadra come noi.

  • Hai appena terminato il tuo contratto con Pesaro dopo una stagione difficile dal punto di vista della squadra ma comunque positiva per te dove sei stato una piacevole sorpresa per i tifosi pesaresi. Che rapporto c’era tra voi in spogliatoio e con quali compagni hai legato di più cercando di imparare dalla loro esperienza?

“Quest’anno è stato molto difficile, perché non siamo mai riusciti a raggiungere un livello costante per cercare di lottare con le altre squadre. Nonostante questo però in spogliatoio eravamo tutti uniti, cercando di dare il massimo nonostante i tanti infortuni che ci hanno influenzato notevolmente. Anche io ho avuto qualche stop di troppo all’inizio dell’anno che hanno rallentato la mia crescita, ma poi il coach una volta recuperato mi ha dato la possibilità di giocare e crescere mettendo in mostra quello che so fare e per questo lo ringrazio tanto.
Il giocatore con cui ho legato di più è stato Federico Miaschi, che ha la mia stessa età, insieme a Zanotti e anche Drell. In generale ho avuto un buon rapporto con tutti, anche se con gli americani era più difficile per via della lingua che ci divide”.

  • Nelle tue interviste nomini spesso Germano D’Arcangeli, coach della Stella Azzurra e dei Roseto Sharks. Quanto devi a lui e che rapporto c’è tra voi due anche oltre l’ambito sportivo?

“Germano è una persona splendida, devo tanto a lui per quello che ha fatto per me durante questi anni. Per me rappresenta un padre prima che un coach, e lo ringrazio anche per quelle volte in cui è stato duro con me perché mi ha fatto crescere. Sa alla perfezione quando essere dolce e quando invece bisogna diventare più cattivo. È una bravissima persona”.

  • Come stai passando questa quarantena e hai possibilità di tenerti in forma sia fisicamente che giocando a basket?

“In questa quarantena sono a casa e mi alleno seguendo esercizi vari che la società mi invia per tenermi in forma. Non ho avuto possibilità di giocare con la palla ma spero di farlo il più presto possibile”.

  • Rimanendo in tema con questo lock-down, hai avuto informazioni su come la NBA gestirà la situazione dei workout pre-Draft?

“Non so dire come funzioneranno perché non ne ho fatto ancora nessuno durante questo periodo e probabilmente nemmeno la NBA sa come gestire questa situazione. Ma si tratta di una grande lega, super organizzata e quindi penso che troveranno la scelta giusta al più presto”.

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