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Esclusiva-Luca Campogrande: “Io, la pallacanestro e i miei modelli”

di Kevin Martorano

In questo periodo buio e difficile che il nostro paese sta vivendo, con il basket che, come gli altri sport, è ovviamente fermo, abbiamo intervistato il giocatore dell’Happy Casa Brindisi Luca Campogrande.

Luca Campogrande è un giocatore classe 1996 che può giocare sia come guardia sia come ala; cresciuto nel settore giovanile della squadra romana Sam Basket Roma con cui si è laureato campione d’Italia U19 Elite. Campogrande ha poi continuato la sua carriera alla Fortitudo Bologna in Serie A2, per poi passare alla Poderosa Montegranaro, squadra in cui ha fatto vedere tutto il suo talento confermandosi come uno dei migliori giocatori nel roster. Nel 2018/19 arriva la grande chiamata della Scandone Avellino, con cui esordirà in Lega Basket Serie A dimostrando di essere un giocatore solido e preciso da dietro l’arco. Come detto in precedenza, questa stagione l’ha disputata con la maglia della squadra brindisina, con cui hanno per ora fatto vedere delle ottime cose, sperando che la stagione si possa concludere nel migliore dei modi, ovvero giocando.

Andiamo a vedere le risposte alle nostre domande dateci da Luca Campogrande.

Luca Campogrande: l’intervista

  • Allora Luca grazie per aver accettato di fare questa intervista, iniziamo con un argomento di attualità: come stai vivendo questa brutta situazione di pandemia che ha colpito il nostro paese? Tu personalmente pensi che il campionato si possa riprendere per concludere la stagione?

“Di nulla, grazie a voi. Pensando a tutte le persone che stanno continuando a lavorare, a chi sta cercando di uscire da situazioni molto difficili, non posso che dire molto bene, visto che ho avuto anche la fortuna di poter tornare in famiglia a Roma. Personalmente credo che, ad oggi, sia diventato quasi impossibile e che
dobbiamo cercare di concentrare tutte le risorse per riprendere a giocare al meglio delle nostre possibilità quando questa situazione sarà completamente finita. Nel frattempo mi alleno da solo, in casa, grazie al programma datomi dal mio preparatore atletico per essere pronto quando riprenderemo”.

  • In questa stagione con l’Happy Casa avete dimostrato di avere uno dei sistemi di gioco più spumeggianti del campionato, avendo una squadra molto atletica e con tanti tiratori a roster. Pensi che potreste crescere ancora di più e puntare addirittura ad un traguardo importante come sarebbe lo scudetto?

“Noi non ci siamo mai posti limiti con nessuna squadra, arrivando anche in finale di Coppa Italia… Faremo lo stesso per quanto riguarderebbe i playoffs ed il finale di stagione, perché il potenziale della nostra squadra oggi è veramente alto”.

  • Parlando di te, quali sono le tue ambizioni per il tuo futuro? Eurolega, nazionale, NBA… Insomma quali sono gli obiettivi che ti sei dato per la tua carriera?

“Mi sono sempre posto come obiettivo principale il cercare di rispettare e coltivare al meglio le fortune che ho avuto cercando di non lamentarmi, ma anzi facendo sempre dei piccoli sacrifici. Nello specifico nel basket, per andare ad allenarmi. L’obiettivo è quello di arrivare il più in alto possibile”.

  • Tornando indietro nel tempo, a quale giocatore ti sei ispirato sin da bambino? Chi era il tuo modello da seguire?

“Cercavo di vedere le giocate di diversi giocatori; so che può essere scontato, ma mi ispiravo come
giocatore a Kevin Durant. Come approccio alla pallacanestro invece, direi che mi è stata molto d’ispirazione l’etica di coach Roberto Castellano”.

“Si assolutamente! Adrian è un leader veramente incredibile. Ci ho parlato spesso ed ho capito che è arrivato ad essere così forte per la consapevolezza di quello che sa fare coltivata nel tempo e che ha raggiunto negli ultimi
anni”.

  • Qual è il giocatore più forte che hai mai affrontato?

“Difficile dirne uno in particolare, ma direi Sergio Rodriguez, Milos Teodosic e Mike James”.

  • C’è un aneddoto che ti ricordi in particolare, andando a ripercorrere la tua carriera, che ci puoi raccontare? O su un giocatore, o su una partita in particolare che avete preparato, insomma qualcosa che ti è rimasta impressa.

“Che mi è rimasta impressa particolarmente il ritorno al PalaDozza da avversario due anni fa, il modo in cui mi hanno accolto è stato davvero emozionante. Di aneddoti ce ne sono diversi… Mi viene in mente un compagno di squadra che per un periodo aveva la fissazione di cospargere, prima delle partite, tutto lo spogliatoio dei giocatori e dello staff fino addirittura alle docce con un’essenza (sgradevole) pensando
questo ci avrebbe portato alla vittoria…”.

  • Per concludere, quale consiglio dai ai ragazzi per passare il tempo dovendo restare a casa? Grazie per la tua disponibilità ed in bocca al lupo per il continuo della tua carriera.

“Spesso diamo per scontate tante cose io in primis e ci accorgiamo dell’importanza solo quando si
allontanano o le perdiamo… Era da ormai sei anni che non avevo avuto modo di stare più di qualche giorno in famiglia, quindi sto cercando di godermela il più possibile… Dal mio piccolo posso dirvi di cercare di farlo

anche voi. Per il resto mi alleno e studio, oltre a passare del tempo con i miei fratelli.
È stato un piacere, grazie”.

Ringraziamo Luca Campogrande per averci dedicato del tempo e per la sua grande disponibilità. Grazie anche alla società Happy Casa Brindisi per aver permesso la realizzazione di quest’intervista.

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