Ieri sera, prima del secondo atto della serie tra l’Olimpia Milano e la Segafredo Virtus Bologna, è andato in scena un evento inedito che ha consentito ai telespettatori di scoprire in diretta l’assegnazione degli LBA Awards, i riconoscimenti individuali che vengono assegnati al termine della stagione regolare.
Alcuni di questi premi erano già stati “sgamati” qualche giorno prima della premiazione ufficiale, ma andiamo a scoprire quali sono state le scelte definitive della Lega Basket per quanto riguarda le 5 categorie di voto, che ricordiamo essere: MVP, miglior italiano, miglior Under 22, miglior difensore e giocatore rivelazione. Inoltre ci sono altre due categorie per le quali non erano stati forniti candidati ma che si basavano solamente sulle scelte del pubblico, le due categorie citate sono miglior allenatore e miglior dirigente della stagione.
LBA Awards: tutti i riconoscimenti ufficiali
Partiamo dunque da Stefano Tonut che grazie ad una super stagione riceve il riconoscimento come miglior giocatore e anche come miglior italiano dell’anno. Il giocatore della Reyer è tornato ad esprimersi su livelli altissimi ed entrando con merito nell’elité della pallacanestro italiana, riuscendo di fatto a riportare il titolo di MVP sotto un giocatore italiano dopo 8 stagioni, non accadeva dal 2012-13 quando Luigi Datome ottenne il riconoscimento vestendo la maglia della Virtus Roma.
Tonut ha sbaragliato la concorrenza di campioni come Teodosic e Bilan per quanto riguarda la categoria di MVP mentre come miglior italiano ha battuto la concorrenza di Marco Spissu, proprio per questo la scelta è ricaduta sul ragazzo di Cantù che ha chiuso una strepitosa stagione da 16 punti e 4 rimbalzi di media a gara, portando Venezia alle semifinali scudetto dove si è dovuto arrendere solamente alle scarpette rosse dell’Olimpia Milano.
Grinta, determinazione e dedizione hanno permesso ad Alessandro Pajola di conquistarsi il palcoscenico con le Vu Nere e ricevere anche il titolo di miglior giocatore Under 22. E’ impressionante il percorso che sta facendo questo giovane ragazzo di 21 anni, che piano piano si sta affermando sia in nazionale ma anche nel suo club dove ha due fuoriclasse da cui imparare come Teodosic e Markovic ma anche un coach come Djordjevic che è stato uno dei più grandi playmaker a livello europeo della sua epoca.
Jacorey WIlliams è stato eletto come giocatore rivelazione della stagione, e che stagione. 18 punti e quasi 8 rimbalzi di media a gara, per un ragazzo arrivato a Trento in punta di piedi da quasi sconosciuto e riuscito a suon di grandi prestazioni ad attirare il consenso su di se. Non solo punti e rimbalzi, ma anche intimidazione difensiva e voglia di lottare lo hanno portato ad essere il pilastro della Dolomiti Energia per tutto l’arco della stagione, culminata con l’arrivo della formazione trentina alla post-season ma uscita al primo turno contro l’Olimpia Mlilano.
Infine come miglior difensore è stato scelto, nemmeno a dirlo, Kyle Hines. Il centro dell’Olimpia ha vinto due volte il riconoscimento a livello europeo e una volta nel campionato russo, figurarsi se non riusciva a vincerlo anche nel campionato italiano. Hines non è un centro che porta grandi punti a referto, ma in difesa è un combattente che cerca in tutti i modi di evitare i due punti facili agli avversari, e la peculiarità è che spesso riesce anche a cancellare gli avversari con stoppate clamorose. Dunque quarto riconoscimento come miglior difensore nella carriera del numero 42 in maglia rosso-nera.
Miglior allenatore e miglior dirigente
Come detto in precedenza, non c’erano i candidati per queste due categorie degli LBA Awards anche se ancora una volta il premio appare particolarmente scontato.
Francesco Vitucci e Simone Gioffrè sono gli artefici di un’altra stagione sbalorditiva dell’Happy Casa Brindisi, una stagione che ha permesso a tutti i tifosi pugliesi di sognare combattendo fino alla fine con l’Olimpia Milano in regular season per la conquista della prima posizione e poi arrivando alla semifinale contro la Virtus Bologna nella post-season.
La scoperta di giocatori come D’Angelo Harisson a sostituire il tanto amato Adrian Banks, e l’arrivo di Perkins al posto di un altro idolo come John Brown sembravano semplici scommesse destinate a rendere meno dei loro predecessori. Invece in poco tempo questa squadra ha dimostrato di poter competere per obiettivi importanti e guadagnarsi il rispetto e l’ammirazione di tutti i tifosi anche di altre squadre.
Harrison e Perkins sono solamente due esempi, ma si possono citare benissimo anche i Visconti e i Zanelli che rappresentano l’Italia del futuro in questo straordinario progetto targato Vitucci-Gioffrè.

