Home Lega Basket A Ettore Messina: “troppo odio che non penso di meritare”

Ettore Messina: “troppo odio che non penso di meritare”

di Mario Alberto Vasaturo

Messina parla dei suoi detrattori : “sono solo minoranze rumorose che parlano tramite siti e social, la gente che incontro è con me”

Di recente il coach dell’Olimpia Milano, Ettore Messina, ha rilasciato una lunga intervista a Walter Fuochi de La Repubblica in cui ha parlato del suo lavoro, della stagione in corso, ma soprattutto dei suoi haters. “Quello che è stato vinto ieri oggi non conta. Voce di popolo. Questo allenatore non sa più dove mettere le mani”, questa la provocazione del signor Fuochi a coach Messina che risponde subito deciso come è suo solito fare:

“Già bollito, come dicono a Bologna. L’accoppiata Scudetto e Coppa Italia pare cosa dell’altro secolo, eppure senza Shields, Pangos, Datome siamo ancora vivi, torneremo a giocare tutti insieme e faremo il nostro. Voce di popolo dicevi. Per me sono solo minoranze rumorose che si sfogano tramite tastiera, perchè la gente che incontri per strada è con te. Tocca a noi che facciamo questo lavoro pubblico, come politici, sportivi, artisti. Spedendo magari a chi istiga all’odio un po’ di sane querele.”

Stasera coach Ettore Messina tornerà in panchina dopo aver saltato la partita con il Monaco per influenza. “Stasera torni in panchina dopo aver saltato la vittoria in rimonta contro il Monaco. La battuta collettiva era scontata. Vinta perchè non c’era lui. Ci hai pensato?”, la domanda di Fuochi.

“Ci ho pensato anche io, ma poi ho guardato indietro. Ai più di 30 anni di panchine, di cui 23 anni nelle panchine di club, ai 34 trofei vinti dalle mie squadre, più di uno di media all’anno e gli ultimi due, appunto, pochi mesi fa. Ma così funziona la voce del popolo.”

Ettore Messina e il clima d’odio a Bologna

“La rivalità con Bologna mi piace, le belle rivalità fanno bene a tutti e vedere entrambe le squadre in Eurolega è un esito di cui essere fieri. Sul piano personale però mi mette un po’ di amarezza perchè si è generato un clima d’odio che non merito dopo 20 anni meravigliosi, di vita professionale e non, con il club e con la città”.

 

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