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Pallacanestro Trieste, non avere fretta

di Luigi Ercolani

Nel secondo decennio del Duemila Trieste non si può dire che la malasorte abbia risparmiato la squadra triestina. Nel 2010 la retrocessione in C dell’Unione (la Triestina, per chi è poco pratico) che avrebbe condotto al fallimento nel giro di poco. Nello stesso anno sulla panchina della squadra giuliana di basket, a cui qualche anno prima era toccata medesima sorte del calcio, arrivò Eugenio Dalmasson, che da allora ha resistito a diverse intemperie ma alla fine ha sempre condotto la squadra nei porti prestabiliti.

Niente panico in casa Pallacanestro Trieste

Non spaventi quindi lo 0-3 con cui è iniziata la stagione. L’unica vero blackout è stato quello casalingo contro Varese, mentre le gare contro i campioni d’Italia di Venezia e la corazzata Olimpia Milano, allenata da quell’Ettore Messina che come Dalmasson è di scuola Reyer, sono state combattute.

Nella gara contro i meneghini, sentitissima a causa degli intrecci cestistici storici tra le due città, è stata per lunghi tratti eccellente. A un certo punto coach Messina è stato costretto a chiamare un minuto di sospensione, nel momento in cui i giuliani sono andati avanti di 11 (44-33). Tuttavia, in questi casi, avere tra le proprie fila gente con l’intelligenza di Rodriguez o l’intelligenza di Roll sposta la bilancia a tuo favore, così l’Olimpia è rientrata e ha evitato la terza sconfitta in una settimana, condannando Trieste al fondo della graduatoria. 

Le problematiche

Poi chiaro, non esistono derrotas gloriosas, ma almeno ci sono motivi per non lasciarsi prendere dalla fretta, che troppo spesso è cattiva consigliera, o dall’ansia. Certo, ci sono dati su cui riflettere: i 69.3 punti di media realizzati, il 25% al tiro da tre nonostante una circolazione sopra la media per il campionato italiano, le 12.0 perse. A livello di singoli, senza per questo gettargli la croce addosso, il più in difficoltà è apparso il ventiquattrenne Elmore, teorico fromboliere estivo ma le cui polveri al momento paiono abbastanza bagnate (30.8% da due, 26.7 % da tre).

Nel complesso, quello che è emerso è stata la difficoltà di Trieste a mordere in difesa e a contenere gli avversari nei momenti di massima tensione, e questo vale tanto per la sfida contro Milano quanto le due precedenti, anche se contro Varese il discorso si può fare solo per quanto concerne il periodo in cui gli alabardati sono rimasti dentro la partita, prima che tracimasse tutto.

 

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📸 Trieste 🆚 @olimpiamilano1936 #perlamiacittà

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Le note positive

Benissimo invece tanto Justice (33.3% da tre) quanto Mitchell (10.0 punti e 10.3 rimbalzi), che sono comunque supportati dai confermati Da Ros, Cavaliero, Fernandez, Peric, Coronica e Strautins. Dai quali dipende l’accelerazione che serve competitivi di cui parlava coach Dalmasson dopo il match contro Milano.

Alcuni dati parlano chiaro: il 46.3% da tre, i 6.0 recuperi, i quattro uomini in un punto di media (Da Ros 6.7, Cavaliero e Fernandez 6.3, Peric 5.7) parlano di una squadra che non è schiava degli americani giocolieri di turno, ma che viceversa sa passarsi bene la palla, redistribuirsi le responsabilità e garantire pericolosità diffusa, ancorché (ad oggi) limitata. 

Lo stesso dato di assist, 15.0, è un motivo per sorridere. Il singolo che ne fa registrare di più è il play italo-argentino, che ne ha 3.3, a conferma della sua bravura. A Trieste non mancano insomma le qualità per fare bene, ma ancora non è riuscita ad attuarle al meglio al fine di essere non tanto competitiva, quanto proprio efficace. Se le premesse però sono queste è logico che pensare che prima o poi il team troverà il modo di far girare il meccanismo e ridare felicità ai propri sostenitori.

La trattativa

In attesa che anche a livello societario si sblocchi la trattativa con la società finanziaria Astmar, che darebbe ulteriore serenità all’ambiente. Se ne parla da giugno, in realtà, ma pare che negli ultimi tempi ci sia stata una notevole accelerata. Tutto di guadagnato, proprio nei giorni in cui l’ex- patron Scavone va a processo.

L’accordo con il gruppo svizzero permetterebbe di non avere alcuna spada di Damocle sulla testa. Anzi, meglio ancora, permetterebbe a chi ha deciso di fare un investimento nel momento critico della scorsa stagione (senza dolorosamente ricordare quale) di avere le spalle coperte. La risposta della città nella primavera del 2019 è stata grandiosa, epica quasi, ma è indubbio che essere l’unica società di LBA senza main sponsor un po’ pesi. Avremo comunque notizie più avanti. 

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3 Commenti

Gigi Pirola 14 Ottobre 2019 - 11:28

<> sport triestino (?)

Rispondi
Gigi Pirola 14 Ottobre 2019 - 11:29

IL sport triestino ?

Rispondi
Marco Tarantino 14 Ottobre 2019 - 16:05

grazie della segnalazione 🙂 correggiamo subito

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