Una passerà il turno e tenterà la scalata alla montagna Milano, l’altra andrà in vacanza: è la dura legge della gara 5, il win or go home per eccellenza. L’ultima partita decisiva tra le due squadre era una Gara 7 di una finale scudetto; la Reyer Venezia dominò quella partita grazie ad un Mike Bramos devastante, giocatore che stasera sarà indisponibile. Stessi 12 per De Raffaele, con Jerrells e Vidmar in campo. La Dinamo Sassari si presenta ovviamente con gli stessi uomini delle precedenti 4 uscite e recuperando Kruslin. Una di queste due squadre straordinarie saluterà i playoffs, l’altra sfiderà le scarpette rosse.
Alla fine – e non poteva che essere così – dopo 40′ semplicemente folli la vince la Reyer. Una partita che niente ha a che vedere con la logica del basket, un match che pareva letteralmente morto e sepolto al 30′, con gli oro-granata in crisi e gli ospiti comodamente avanti 63-77, ma l’ultimo periodo ha offerto l’incredibile. Un Julyan Stone clamoroso trascina i suoi al -5 ed in quel momento entrano in scena Daye, De Nicolao e Tonut: proprio la tripla del triestino a 24″ dal termine sigla il clamoroso sorpasso, Bendzius si mangia il sorpasso grazie ad una difesa straordinaria di Chappell e ancora Daye sigilla il punto del 93-91 con un libero. Esulta la Reyer, Sassari si mangia le mani nonostante un Bilan stratosferico ed esce ai quarti.
Reyer Venezia-Dinamo Sassari: le chiavi della partita
Come scritto sopra, la Dinamo Sassari era in totale controllo della partita, aveva letteralmente annientato una Reyer Venezia apparsa piatta e sfiduciata per 30′ dominandola, ma l’errore di alzare le mani dal manubrio è costato carissimo. Dal -14 del 30′ i padroni di casa hanno trovato linfa grazie ad un paio di giocate offensive straordinarie di un Julyan Stone tarantolato: proprio il numero 5 all around degli oro-granata è la chiave della rimonta, tra difesa, triple, energia, rimbalzi e quei gesti facilmente riconoscibili: “qua non si passa”.
Da quel momento è stato un crescendo rossiniano, Sassari si è disunita, intristita e sciolta come neve al sole, i padroni di casa hanno iniziato a segnare le triple che non entravano precedentemente, hanno preso rimbalzi che prima non prendevano ed hanno trovato canestri facili che all’inizio non trovavano. La squadra di coach Gianmarco Pozzecco ha giocato 30′ sostanzialmente perfetti: gioco in post a cancellare i lunghi di Venezia, estromettendo dalla partita Vidmar e Watt, apparsi in grave difficoltà, triple bilanciate e ben costruite a tagliare le gambe a degli aiuti o raddoppi troppo lenti ed indecisi.
In sostanza: energia, gioco in post, percentuali al tiro e tante palle perse forzate tra la difesa di Burnell e Spissu ed i canestri della torre Bilan e del braccio armato Bendzius. La Reyer – dopo 10′ di puro equilibrio – è sprofondata a -20, non dando mai la sensazione di poter trovare soluzioni di continuità per cercare un improbabile rientro: l’elettroencefalogramma del gruppo di De Raffaele pareva piatto, nessuna scintilla, nessuna reazione…. fino al 30′. Poco altro da dire, se non che avrebbero meritato entrambe di passare: Venezia per il cuore, Sassari per qualità, efficacia e forza. Una serie chiusa giustamente a gara 5, una serie semplicemente stupenda, uno spettacolo per il basket. Di chiavi – in partite così folli – ce ne sono davvero poche, contano emotività, lucidità, talento e abitudine a vincere.
Tabellini e punteggi
Parziali singoli quarti: 24-23;12-26; 27-28; 30-14.
Parziali complessivi: 24-23; 36-49; 63-77; 93-91.
Reyer Venezia: J. Stone 16; J. Chappell 4; M. Watt 5; S. Tonut 15; A. De Nicolao 5; V. Mazzola 3; A. Daye 20; D. Casarin 0; C. Jerrells 9; G. Vidmar 6; B. Cerella 10; L. Campogrande n.e. Coach: Walter De Raffaele
Dinamo Sassari: E. Bendzius 16; J. Burnell 6; M. Spissu 7; F. Kruslin 15; S. Gentile 7; M. Re n.e; M. Chessa n.e; M. Bilan 26; T. Katic 7; E. Happ 7; K. Treier; L. Gandini n.e. Coach: Gianmarco Pozzecco
MVP Nba Passion: Julyan Stone. 16 punti, 6 rimbalzi, 3 assist, 19 val.

