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Roma-Pesaro: cosa va (la Virtus), cosa non va (Pesaro)

di Leonardo Selvatici

Il posticipo della 9^ giornata della Legabasket 2019-20 è andato in scena alle ore 20.45 al PalaEur di Roma. Da una parte i padroni di casa della Virtus, forti dei loro 8 punti in classifica contro la VL Pesaro, ancora a caccia dei primi due punti in graduatoria.

Roma-Pesaro

SINTESI DEL MATCH TRA ROMA-PESARO

In sede di prepartita ci si aspetta una sfida elettrizzante, con entrambe le squadre in top 10 per punti segnati (77.8 e 80.9) e addirittura nelle prime 4 nei punti subiti (1^ la VL con 93.6 e 4^la Virtus con 81.2).

Il match infatti non delude le aspettative, con sempre almeno 20 punti nei quattro quarti, tante transizioni e poche palle perse. Per iniziare la partita coach Bucchi sceglie Dyson, Kyzlink, Buford, Pini e Alibegovic mentre Perego punta su Pusica, Barford, Eboua, Thomas e Chapman.

Proprio attorno al lungo biancorosso ruota tutta lo svolgimento della partita, al minuto 5 infatti si gira la caviglia in modo innaturale ed è costretto a lasciare la propria squadra senza un lungo vero e proprio (anche Totè è fermo da un paio di mesi). Roma prova a scappare con un Kyzlink ispirato, supportato da un Alibegovic dominante nel primo tempo e poi invisibile nel secondo.

Per Pesaro risponde il suo capocannoniere Barford (10 all’intervallo) insieme agli italiani Eboua e Zanotti.

Il terzo periodo riprende con una fiammata dei padroni di casa che puntano a stroncare le gambe pesaresi, ma la Carpegna Prosciutto ha un cuore enorme e grazie a capitan Thomas rimane a contatto sul -5. La Virtus vanta però una panchina più lunga e mandando a segno ben 6 giocatori, rimane davanti. L’ultimo quarto è da vivere fino alla fine, e lo sa bene Piero Bucchi che lascia a riposo Davon Jefferson fino a 6 minuti dal termine, quando Pesaro si è fatta sotto sul -3.

10 punti nel solo quarto finale, insieme ai 11 combinati di Kyzlink e Dyson fanno si che la VL si possa avvicinare senza mai sorpassare, nonostante un Barford devastante nei primi 8’, salvo buttare tutto all’aria con un 2/5 ai liberi finale. A chiudere la faccenda ci pensa il solito Kyzlink con la tripla del +8 e Jefferson con un gioco da tre punti.

I PIÙ E I MENO: QUI ROMA

I PIÙ: i 20 punti ciascuno di un Dyson sempre più leader e di un ispiratissimo Kyzlink da 7/9 dal campo. La partita di Giovanni Pini, la partenza in quintetto lo esalta, chiude con una doppia doppia da 10+10 e tantissime cose utili che nei tabellini non compaiono.

I MENO: i primi tre quarti di Davon Jefferson da 1/7 al tiro e tanta insolenza in campo. Michael Moore: la sua avventura a Roma sembra essere giunta al termine. Visibilmente ai margini delle rotazioni, gioca solo 9 minuti con soli due tiri e zero punti

I PIÙ E I MENO: QUI PESARO

I PIÙ: L’energia, la voglia di non mollare di fronte alla tanta sfortuna che accompagna la squadra dall’inizio della stagione. Paul Eboua: parte in quintetto al posto di Drell, si sbatte su entrambi i lati del campo, colleziona la sua prima doppia doppia in Serie A da 15+10 e continua a convincere sempre di più. Anche agli scout NBA presenti ieri.

I MENO: La partita di Henri Drell. Nonostante le tante attese in ottica NBA, il talento estone non ha né il fisico ne la testa per giocare in Serie A. Troppo debole in difesa, troppo rinunciatario in attacco.

Virtus Roma: Cusenza ne, Moore, Alibegovic 12, Dyson 20, Baldasso 2, Telesca ne, Pini 10, Farley ne, Spinosa ne, Jefferson 13, Buford 15, Kyzlink 20. All. Bucchi.

Carpegna Basket Pesaro: Barford 23, Drell 4, Mussini 4, Pusica 11, Miaschi, Eboua 15, Chapman 3, Basso ne, Thomas 15, Zanotti 8. All. Perego.

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