Nel recupero del 13esimo turno al Taliercio si sfidano una Reyer incerottata, orfana di Cerella, Brooks (covid), Daye, e Napoli reduce da quarantena. Pronti via e uno scivolone di Tonut esclude dalla gara un altro protagonista: la scavigliata subita da Jason Rich lo costringe ad alzare bandiera bianca dopo neanche 30 secondi di gara.
Nei primi minuti la Reyer non riesce a trovare la giusta fluidità offensiva, pagando a caro prezzo disattenzioni difensive grossolane; così Pargo e soci costruiscono un cuscinetto di vantaggio. La partita non è bella ma rimane equilibrata.
Napoli sembra essere più pronta
Gli azzurri di coach Pino Sacripanti, nonostante l’assenza forzata del proprio leader, giocano meglio nella metà campo offensiva trovando ottime soluzioni dal perimetro (alla fine Napoli tirerà col 42% da 3 frutto di un ottimo 10/21). Jeremy Pargo sembra essere in serata positiva, al netto delle consuete palle perse riesce a prendere le redini dell’attacco azzurro.
Nel corso dei quarti centrali Napoli va diverse volte vicino alla doppia cifra di vantaggio: senza Rich provano a fare la differenza i due giovani terribili Velicka e McDuffie (17 punti per entrambi al fischio finale) con canestri importanti.
Per quanto Napoli abbia in mano il ritmo del gioco commette un grave errore: non uccidere la partita.
L’attacco Reyer è legato a soluzioni estemporanee
I lagunari proprio non riescono a costruire attacchi di squadra, ma riescono a restare attaccati alla partita con soluzioni personali. In un primo momento a limitare i danni è Michele Vitali che con un paio di triple nel primo tempo non fa scappare Napoli, per l’ex Sassari saranno 16 i punti cin 25 minuti con 3 bombe; poi lo zampino lo mette anche Valerio Mazzola con tre canestri pesanti dagli angoli che castigano le scelte di coach Sacripanti.
Per un Michael Bramos evidentemente ancora non al meglio fisicamente, 2 soli punti e fuori per falli, Coach De Raffaele si ritrova a “fatturare” con i due go-to-guy oro granata: Stefano Tonut e Mitchel Watt.
Per l’italiano, nonostante una gara poco precisa al tiro (39% da 3 e 30% da 3 per tutta la Reyer), trova più volte la via del canestro sfruttando il maggior tonnellaggio nei confronti dei diretti marcatori Uglietti e Marini, che nulla o quasi possono fare quando il 7 attacca il canestro. 15 punti finali, con un chirurgico 7/7 dalla lunetta per Tonut.
Mitchel Watt sale in cattedra
Il Totem di De Raffaele capisce sin da subito di poter fare la voce grossa nel pitturato partenopeo, dopo poco Lynch è già in panchina condizionato dai falli. Questo Sarà il leitmotiv di tutta la gara. Partita totale per il lungo ex Caserta: 20 punti, 8 rimbalzi catturati, 4 assist e un dominio offensivo sconfinato. Pino Sacripanti prova ad arginarlo cambiando marcatura ma sia il già citato Lynch, che Zerini e in terza battuta anche Lombardi nulla possono contro il n.50 reyerino.
Napoli e i liberi: ma che combini?
In una partita così equilibrata, con un finale punto a punto, i dettagli fanno la differenza. Se la Reyer, conscia di una serata difficile al tiro, trova la chiave per restare a contatto e poi costruire la rimonta coi tiri liberi, segnandone 25 sui 28 tentati, (89%); gli azzurri vivono un vero e proprio psicodramma dalla lunetta. La GeVi chiude il primo tempo con un orrendo 5/15; al 40esimo il tabellino recita uno scarso 43% segnando solo 9 liberi sui 21 a disposizione. In una gara persa di 4 punti, in trasferta, questi numeri pesano come un macigno.
La vittoria di Venezia, 79-75 il finale, potrà essere molto importante in chiave final-8. La Reyer pone fine al filotto di tre sconfitte consecutive, Napoli trova invece il secondo ko dopo l’ultimo interno con Trento e domenica andrà in Puglia per trovare i due punti decisivi per la kermesse di metà stagione.
