Si chiude con una vittoria in rimonta, dopo una lunga rincorsa culminata solo nel quarto periodo, l’esordio stagionale nell’inedito ruolo di “giocatore part-time” di Kyrie Irving dei Brooklyn Nets.
Con il big three Durant-Harden-Irving in campo assieme per la prima volta dallo scorso maggio, i Nets hanno battuto gli Indiana Pacers alla Gainbridge Arena di Indianapolis per 129-121, resistendo alla furia di un altro grande ritorno di giornata, ovvero quello di “Bord Ready” Lance Stephenson.
Stephenson ha appena firmato con i Pacers un contratto di 10 giorni da rimpiazzo Covid, e contro Brooklyn ha segnato 30 punti in 32 minuti alzandosi dalla panchina, con 12 su 19 al tiro. Lance è stato chiamato dalla sua ex squadra per coprire il reparto guardie privo di Malcolm Brogdon, Caris LeVert e Chris Duarte, e ha subito fatto la sua parte.
Chi ha fatto la sua parte, in 32 solidi minuti è stato l’attesissimo Kyrie Irving: per lui 22 punti con 9 su 17 al tiro, 3 rimbalzi e 4 assist. La sua presenza in campo significa meno tiri per James Harden, che re-indossa i panni della point guard, e partenza dalla panchina per Patty Mills, che per tre mesi aveva coperto egregiamente il vuoto lasciato a inizio stagione dall’ex Cavs e Celtics.
Su tutti svetta Kevin Durant, che chiuderà con 39 punti, 8 rimbalzi e 7 assist in ben 41 minuti, con 15 su 24 al tiro. Trascinati da Stephenson, sono i Pacers a controllare la partita per oltre tre quarti, il primo sorpasso Brooklyn sul 107-106 lo sigla Mills da tre punti, servito da Durant, a 7:20 dalla fine.
Irving chiude da lì un parziale di 13-1 Nets con due canestri di fila dalla media distanza (111-106). Con Stephenson e Sabonis i Pacers tornano a un possesso di distanza (116-113) ma è l’ultimo sussulto per i padroni di casa, a sigillare il risultato finale sono ancora Irving, Durant e DeAndre’ Bembry servito da Harden.
Il post partita è tutto per Kyrie Irving, che è finalmente tornato a far parlare di sé per il suo gioco dopo il caso di ottobre e la sua esclusione dalla squadra. Irving, che non è vaccinato contro il Covid, era stato messo fuori squadra dai Nets prima dell’inizio della stagione perché non in grado di giocare le partite casalinghe a Brooklyn, per via delle misure anti contagio adottate a New York che prevedono tuttora l’ingresso alle strutture pubbliche (come le arene NBA) ai soli vaccinati maggiori di 12 anni.
Dopo tre mesi da spettatore, Irving è stato riaccolto in squadra con il particolare status di giocatore part-time, impiegabile solo per le partite in trasferta (ma non a Toronto, in Canada). Compromesso che i Nets non avevano accettato a ottobre, per poi cambiare diametralmente idea a dicembre.
“Oggi mi sento solo grato di essere qui in mezzo a tutti voi“, così Kyrie Irving dopo la gara “Giocare e divertirmi facendo ciò che amiamo fare”. Sul suo status peculiare di giocatore da trasferta, Irving non fa previsioni: “Vedremo giorno per giorno, so che non è certo una situazione ideale e spero sempre che le cose possano risolversi per il meglio e che si possa trovare un accordo collettivo (…) ciò che non voglio è che si arrivi a un cambio delle regole solo per me. Io so quali sono le conseguenze (della mia scelta, ndr), ora come ora voglio solo vivere un giorno alla volta e oggi mi sono divertito in campo con i miei compagni. Se le cose cambieranno durante la stagione, ne parleremo“.
Kyrie Irving non ha poi risposto sull’eventualità di fare il vaccino anti Covid, cosa che risolverebbe immediatamente la situazione.
In campo, Brooklyn ha spezzato a Indiana una serie negativa di tre partite, e dallo “stato maggiore” dei Nets sono arrivati solo complimenti per Kyrie Irving. “Averlo in campo è stato fantastico, mi è davvero mancata la sua presenza anche in spogliatoio, la sua energia e soprattutto il suo talento. Il suo modo di giocare è così bello da vedere, rende le cose più facili a tutti“, dice Kevin Durant.
“Mi è sembrato proprio Kyrie Irving“, spiega Harden “Ci ha messo un poco a entrare in partita ma una volta fatto, ci ha dato ciò che serviva quando ci serviva“.
“Di debutti ne ho vissuti, ma nessuno si avvicina a questo“, ancora Irving “Dopo 8 mesi fermo c’era dell’incertezza, quanti minuti avrei giocato? Come sarà la partita? Come si sentiranno i miei compagni? Non ne avevo idea, ho cercato di essere solo pronto a tutto, essere presente e fare di tutto per vincere. Nel secondo tempo soprattutto è andata meglio“.
Calendario alla mano, il prossimo appuntamento per il Kyrie Irving part-time sarà l’11 gennaio a Portland contro i Trail Blazers e a Chicago contro i Bulls due giorni più tardi. Delle 36 partite che i Nets devono ancora giocare, Irving sarà eleggibile per sole 22, ovvero le sfide in trasferta meno quelle previste al Madison Square Garden contro i Knicks e a Toronto contro i Raptors.
