Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti5 punti d’interesse di Knicks-Cavs

5 punti d’interesse di Knicks-Cavs

di Raoul Oliva
Cavaliers-Knicks

Nella mezzanotte italiana si è giocata un’altra partita di Regular Season: alla Quicken Loans Arena, i New York Knicks hanno battuto a sorpresa (ma non troppo) i Cleveland Cavaliers, 114-95. Cavaliers sottotono, a cui non sono bastati i 22 punti di Love per superare i Knicks di uno straordinario Porzingis e di un sorprendente Hardaway Jr. Andiamo a vedere nel dettaglio 5 punti cardine della quarta sconfitta stagionale di Lebron e compagni.

1) Kristaps Porziņģis e (finalmente)Tim Hardaway Jr devastanti

Come già accennato, il lungo lituano e la guardia statunitense sono stati senza dubbio due giocatori decisivi per i New York Knicks. Porzingis ha dominato sia offensivamente che difensivamente, mettendo a referto ben 32 punti, con 12 rimbalzi (di cui 11 difensivi). Inoltre il numero 6 ha dimostrato di essere un giocatore all-around, capace di tirare da 3 (2 triple), dalla media, di penetrare sia con le schiacciate che con i sottomano, di stoppare gli avversari (2 stoppate) e di essere una presenza fondamentale sia dal perimetro che, soprattutto, sotto canestro. Bene anche ai liberi, con 4/5 realizzati. Hardaway Jr, invece, è stato autore di una grandissima prestazione dai 7 metri, con ben 5 triple realizzate, condite da 8 assist. Anche lui quasi perfetto ai liberi (7/8): vuole dimostrare che i Knicks non hanno sbagliato a fargli firmare un quadriennale da 71 milioni. Nonostante i Cavs sottotono, I Knicks ci hanno messo del loro per vincere questa partite, e, anche senza Melo e D-Rose, possono dire la loro.

2) Meglio i tiratori della Grande Mela

Importante, nella vittoria dei Knicks, è stato tirare con percentuali migliori dei Cavs, non solo da 3 punti. Infatti è eclatante il dato statistico che riguarda i tiri dal campo, ben 11 in più per i Knicks (3 triple incluse). Per New York, buone prestazioni al tiro per i vari Kanter, Ntilikina, McDermott e Thomas, giocatori (anche provenienti dalla panchina) che hanno aiutato e amplificato le ottime prestazioni di Porzingis e Hardaway Jr, riuscendo così a prevalere sui Campioni NBA 2016. Alcuni tifosi si sono addirittura lamentati, perché queste vittorie potrebbero condizionare il prossimo Draft, ma personalmente penso sia deleterio parlare già di tanking, soprattutto se Porzingis resta così tanto leader della squadra.

3) Lebron sottotono

16 punti, 10 rimbalzi, 7 assist: prestazione che presa da parte dovrebbe essere considerata abbastanza positiva. Non se ti chiami LeBron Raymone James. Nonostante la doppia doppia, il Re ha decisamente steccato stavolta. Più per demeriti altrui, però. Effettivamente, nonostante il plus/minus di -17, LeBron è stato l’unico dei Cavs che ha tenuto i giochi aperti un paio di volte, grazie soprattutto alla sua fisicità, determinante contro giocatori come Porzingis. Non benissimo, però, in difesa, dove spesso il lituano lo ha sovrastato sia in post che in fadeaway, ma qui è stata bravura del numero 6 dei Knicks. Fatto sta che LeBron non è riuscito ad essere incisivo come fa di solito. Nonostante Cleveland sia una squadra con un roster molto competitivo, anche questa volta si è visto che se LeBron non è in giornata, le cose si fanno difficili.

4) Difesa da rivedere

Se i Cavs offensivamente possono vantare un arsenale molto fornito, con molti tiratori (JR Smith, Korver, Love lo stesso LeBron), lo stesso non si può dire della difesa. A turno i vari LeBron, Crowder e Love, hanno tentato, invano, di contrastare la belva lituana. Certo, non per colpe loro, ma il fatto che non siano riusciti a contenere il miglior giocatore avversario, unito al fatto che hanno concesso molte triple (13 in totale), rispecchia molto la situazione dei Cavaliers, che da 5 gare subiscono almeno 110, e questo dato dovrebbe iniziare a preoccupare coach Lue. Altro dato interessante, ma sicuramente non positivo, sono i rimbalzi: ben 10 in più per gli ospiti, in una partita in cui la fisicità è stata uno dei punti fondamentali, Cleveland non ha risposto presente. Bisogna rimediare, e subito.

5) Come si mettono le cose

Con questa sconfitta, i Cavaliers portano in negativo il loro record (3-4), perdendo la terza gara di fila. Coach Lue è stato chiaro a riguardo: ha definito “inaccettabile” la situazione odierna della sua squadra, ed è difficile dargli torto, però, come ha dichiarato LeBron, è troppo presto per preoccuparsi. Il tempo è sicuramente dalla loro parte, dopo 7 partite non può essere compromessa una stagione che ne dura 82 più Playoff, ma i Cavs dovranno svegliarsi al più presto, perché così non va bene. Giovedì, di nuovo a mezzanotte e di nuovo in casa, i Cavaliers dovranno rialzare la testa, ma troveranno gli scomodi Pacers di Oladipo, freschi di vittoria contro gli Spurs. I Knicks, invece, dal canto loro hanno vinto la loro seconda partita stagionale, ma sicuramente questa vale molto di più di qualsiasi altra vittoria, soprattutto a livello morale. La consapevolezza di essere una buon squadra deve entrare nella testa dei giocatori, soprattutto per la presenza di Porzingis: a molti farebbe comodo il lituano, e quest’anno vuole raggiungere la maturità adatta ad essere considerato all-star. Coach Hornacek può stare tranquillo: con un giocatore così, le cose diventano più facili, ma serve anche una mano da tutti gli altri. Subito da domani, 00:30 ora italiana, i Knicks torneranno al Madison Square Garden, per affrontare i Denver Nuggets: si prospetta una sfida interessante.

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