Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland Cavaliers Adam Silver minaccia sanzioni pesanti per le squadre che non notificheranno l’assenza delle loro Star

Adam Silver minaccia sanzioni pesanti per le squadre che non notificheranno l’assenza delle loro Star

di Domenico Taverriti

Apprendiamo dai maggiori siti d’oltreoceano che in questi giorni Adam Silver avrebbe minacciato le società NBA di gravi sanzioni in caso di mancata notifica dell’assenza delle loro Star dal campo.

A conferma delle sconcertanti notizie ci sono le dichiarazioni, del sempre meno amato, Adam Silver ai microfoni di ESPN: “I proprietari delle società non possono delegare la responsabilità ad altri membri dell’organizzazione” e ancora “le società e i giocatori devono rispondere anche alle richieste dell’associazione”.

#ADAM SILVER

LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO

Ad aver scatenato la reazione di Adam Silver sembrano essere stati i recenti casi legati ai Golden State Warrios e ai Cleveland Cavaliers.

Per quanto riguarda i GSW la partita incriminata sarebbe quella contro gli Spurs dove coach Steve Kerr decide di lasciare fuori: Curry, Thompson, Green e Durant dichiarando :

Non mi pento della mia decisione, era la cosa da fare dopo otto partite consecutive e con i giocatori stanchi e a rischio infortunio(riferendosi a KD) “e chiude , “era la decisione migliore da prendere“.

Una settimana dopo è il turno dei Cavs che scendono in campo senza i loro Big 3 per motivi legati alla loro forma fisica e al pesante impiego in quattro partite consecutive, tra le quali il back-to-back con i Los Angeles Lakers.

Anche qui le polemiche non hanno tardato ad arrivare, infatti sette minuti dopo l’annuncio dell’assenza dei Big 3 il general manager dei Cleveland, David Griffin, dice di aver ricevuto una chiamata dalla lega per esprimere il disappunto verso le decisioni di coach Tyronn Lue.

Alle critiche Tyronn Lue risponde dicendo :Era la decisione migliore, se non la  prende l’allenatore ditemi voi chi deve farlo al posto suo!”.

Questo scontro di idee si può dire che abbia evidenziato una spaccatura nella realtà NBA tra chi vive il campo(giocatori e staff) e chi lo osserva(società e associazione) e noi possiamo solo sperare che si risolva per evitare che le interferenze tra le parti in questione danneggino il gioco che tanto amiamo.

 

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