La stagione regolare NBA è quasi agli sgoccioli ed i playoff stanno quasi per cominciare. Al momento però proveremo ad andare oltre parlando di quello che potrebbe succedere nella offseason, quando il basket giocato verrà messo in secondo piano per far spazio alle trade e agli scambi tra le trenta franchigie.
Andiamo a vedere quali sono i cinque giocatori di maggior spicco che quest’estate potrebbero essere scambiati dalle proprie squadre. Ovviamente non sono stati inseriti i free agent ma solo i giocatori che potrebbero essere mossi a causa dei loro contratti, perchè le rispettive squadre potrebbero rifondare o per altri motivi.
HASSAN WHITESIDE

Hassan Whiteside
Hassan Whiteside, giocatore dal potenziale enorme e grande amante delle statistiche personali (anche se poi questo influisce negativamente sui suoi Miami Heat), sembra non essere destinato a rimanere a lungo al caldo della Florida e probabilmente anche gli stessi Heat non hanno tutta questa smania di avere in roster il numero 21.
Coach Erik Spoelstra, in questa stagione, ha impostante diversi giochi per favorire Hassan Whiteside, ma il lungo nativo della Carolina del Nord ha spesso mostrato frustrazione.
Tutto questo porta a pensare che Whiteside in estate possa essere un’importante pedina di scambio per Miami dal momento che Bam Adebayo si sta dimostrato sempre di più una valida alternativa.
ANDREW WIGGINS
I Minnesota Timberwolves la scorsa estate con l’acquisto di Jimmy Butler hanno aggiunto tanto potenziale al proprio roster. Andrew Wiggins, insieme a Karl-Anthony Towns, era il volto principale della franchigia di Minneapolis, ma con l’approdo dell’ex Chicago Bulls questo ha portato ad essere il terzo violino della squadra.
Tutto ciò l’ha un po’ paralizzato, non migliorando alcun aspetto del suo gioco. Wiggins tende a sparire durante le fasi calde delle partite e a faticare sempre in difesa.
Tuttavia, il lato positivo è che Wiggins è ancora piuttosto giovane, cosa che tante squadre potrebbero apprezzare in chiave trade.
I Timberwolves, d’altro canto, hanno bisogno di un giocatore maggiormente improntato per la fase difensiva lasciando così lo spazio in attacco a Jimmy Butler e a Karl-Anthony Towns.
MARC GASOL
I Memphis Grizzlies e Marc Gasol non sono stati sulla stessa lunghezza d’onda da inizio stagione. Il centro spagnolo non è assolutamente convinto ad intraprendere con Memphis un processo di ricostruzione del roster, soprattutto visti i suoi 33 anni e la voglia di far parte di una contender.
Ci sono state molte polemiche intorno a Marc Gasol in questa stagione e ci sono diversi corteggiatori che sono più che disposti a sacrificare alcune scelte o giovani giocatori per ottenere l’ex migliore difensore dell’anno 2013.
Memphis per la rebuilding potrebbe approfittare di tutto questo accaparrandosi quante più scelte futuri possibili.
Il destino di Marc Gasol è sempre più distante da Memphis?
KEMBA WALKER

Kemba Walker, uno dei giocatori più ricercati prima della passata trade deadline.
Già da diverso tempo Kemba Walker è uno dei playmaker più ambiti per le franchigie di alto rango.
I Charlotte Hornets sono una squadra mediocre con davvero poco da dire in questa stagione e probabilmente anche nelle prossime eppure il nativo del Bronx è un All-Star con oltre 20 punti di media.
Gli Hornets sono sempre impantanati nel mezzo della lottery e non hanno la possibilità di conquistare una scelta top 5. Per questo già negli ultimi tempi avevano provato a scambiare Kemba Walker, unica vera risorsa per ottenere delle pick interessanti.
JOHN WALL

John Wall in azione.
All’inizio di questa stagione, John Wall, per rimanere a lungo ai Washington Wizards, ha firmato il suo contratto in uno degli affari più onerosi della storia della NBA.
Questo per la squadra della capitale potrebbe essere una bella garanzia di permanenza, ma se i Wizards non riuscissero a raggiungere almeno le Eastern Conference Finals, è anche possibile che Wall possa salutare tutti in modo da avviare una rivoluzione e puntare forte su Bradley Beal. che si è dimostrato un autentico trascinatore in assenza proprio del play.
Un dato di fatto alquanto singolo è che i Wizards hanno giocato molto meglio e con risultati buoni con Wall fuori. Come se non bastasse ci sono parecchie voci che affermano che la star di Washington non vada particolarmente d’accordo con la maggior parte dei componenti del roster. Nelle interviste postpartita infatti quando c’è la possibilità le frecciatine non tardano mai ad arrivare…



