With the first pick in 2021 NBA draft Detroit Pistons select Cade Cunnigham, from Oklahoma State University. Così inizia l’avventura di ogni predestinato NBA e così è iniziata anche quella di Cade. In offseason gioca una buona Summer League, ma il nativo di Arlington (Texas) è subito fermato da un problema fisico che gli fa saltare parte del training camp, pre-season e le prime due settimane di stagione.
La futura stella dei Pistons fa il suo debutto in regular season il 30 ottobre nella sfida vinta contro i Magic (110-103). A poco più di un mese andiamo a vedere come sono andate le sue prime 20 partite NBA.
I Pistons sono già la squadra di Cade Cunningham dopo solo un mese di NBA?
Diversi sono stati i rookie che si sono messi in mostra nel primo mese (ecco la nostra Top 5) dalle certezze Barnes, Mobley e Giddey, a giocatori che più hanno sorpreso come Duarte, Wagner, Mitchell, Herb Jones e Sengun. Ci sono stati anche alcuni che hanno deluso e dai quali ci si aspettava qualcosa in più come Green e Suggs. In tutto ciò Cade Cunnigham era però il grande assente. Aver saltato le prime 4 gare e gran parte della preparazione, aveva fatto si che un po’ tutti rinviassero il momento di primo giudizio. Detroit è una squadra giovane e senza ambizioni e lui ha saputo ripagare la loro attesa. Nelle prime 4 gare (senza Cade) i Pistons hanno sempre perso dando l’idea di essere una squadra confusa e senza un riferimento offensivo in attacco.
L’aggiunta di Cade non ha avuto un impatto immediato, anche perché il ragazzo ha avuto bisogno di qualche partita per entrare in ritmo gara. Però, con il passare delle partite, si è visto come il rientro di Cunningham ha dato un senso e maggiore ordine in fase offensiva. Cosa non riuscita a Killian Hayes il quale, nonostante sia pari ruolo, è stato il primo a giovare del rientro del compagno. I risultati non sono visibili nel successo della squadra (che è 0-5 senza di lui e 4-16 con). Ma nella fluidità e varietà di gioco del team. Cade è una point guard molto diversa rispetto alle altre a roster. Ciò si sta vedendo soprattutto nelle ultime 4-5 gare, dove l’ex Oklahoma State ha mostrato di essersi totalmente ripreso.
Concentrandoci sull’attacco, Cade Cuningham è un giocatore che sa far girare molto bene la palla, che ama iniziare l’azione, ma che sa anche lasciare spazio agli altri e rendersi pericolo off the ball. Spesso si vedono azioni dove inizia palla in mano, scarica e poi non si ferma sul perimetro ad aspettare la palla. Cade, infatti, è un pericolo anche senza la sfera grazie ai suoi ottimi movimenti a liberarsi, una grande intelligenza, ma soprattutto a mezza fisici assurdi. La sua altezza (198cm) e atletismo gli permettono di essere un eccellente bloccatore (sia per pick and roll o pick and pop), ma anche di rollare e finire prepotentemente a canestro. In più ignorare l’azione, concedere l’iniziativa ai vari Grant, Bey, Olynyk e lui andare a rimbalzo come poche guardie possono permettersi. Ciò ha reso l’attacco dei Pistons più mobile e imprevedibile.
Ecco i numeri delle prime 19 gare di Cade Cunningham
L’impatto della prima scelta sulla franchigia del Michigan è comprensibile anche guardando i dati. Tra i primi in quasi tutti le categoria sia tra i rookie che nel roster. Le sue medie al tiro possono non sembra eccezionali, ma lì a incidere è molto la mole di tiri che gli spetta. Cade Cunningham prende principalmente tiri puliti e forza poco, non sembra essere uno a cui si chiude la vena e sparacchia, anzi è molto attento a vedere il compagno libero. A influire c’è anche il rientro dall’infortunio. Nell’ultima settimana, dove è entrato in ritmo, anche le medie al tiro sono in drastica risalita.
- 15.3 punti (1° tra i rookie e 2° per i Pistons)
- 6.2 rimbalzi (4° tra i rookie e 2° di squadra)
- 4.5 assist (2° tra i rookie e 1° di squadra)
- 1.4 rubate (2° tra i rookie e 1° di squadra)
- 0.8 stoppate (6° tra i rookie e 3° di squadra)
- 33.3% da 3 con 7.2 tentativi (10° tra i rookie 4° di squadra)
- 37.5% dal campo con 14.9 tentativi (14° tra i rookie e 2° di squadra )
- 85.4 % ai liberi con 1.9 tentativi (2° tra i rookie e 1° di squadra)
Questi sono i numeri grezzi, ma che danno subito idea di come Cade Cunningham sia un giocatore che può fare la differenza. Vediamo però come l’ex Oklahoma State abbia aiutato a migliorare (se non nel risultato almeno nel gioco) la sua squadra. Se analizziamo i suoi dati per 100 possessi è primo in quasi tutte le statistiche tra rookie e i compagni squadra (ovviamente considerando quelli che hanno un numero di gare sufficienti). Ciò va a dimostrazione della versatilità e duttilità del ragazzo. Inoltre, mentre l’offensive rating di 89 è decisamente da migliorare, visto che quello di squadra è di 101 ed è già ampiamente sotto la media. Cade ha un defensive rating di 110 rispetto al 111 di squadra. Il quale è oltretutto nettamente in salita con lui in campo riuscendo a passare dal 21esimo posto a quasi metà la classifica.
Chiudo questo noiosa parte di dati, ma utile a capire l’impatto di Cunningham, facendo notare che i Pistons senza Cade viaggiano con pesante plus/minus di -8.8, mentre con la loro guardia in campo sono + 2.9 su 100 possessi. Ma soprattutto è interessante vedere come, nonostante sia una point guard, giochi solo il 4% dei possessi in quel ruolo. Questo perché lascia quel compito a guardie meno versatili come Hayes o Joseph, giocando lui soprattutto da guardia (il 78% dei possessi) o perfino da ala (il 18%). Il tutto con un modesto Usage Percentage del 26.5%, una buona true shooting del 47.8% e un PER (Player Efficency Rating) di poco inferiore alla media della lega.
Cade Cunnigham non è uno di quei giocatori che migliora la squadra pretendendo tanta palla in mano o accentrando il gioco offensivo su di sé.
Il futuro a Motor City, forse, non è così nero come il presente
Due parole è giusto spenderle anche sulla stagione dei Pistons e sul loro futuro. Sulla stagione ormai sembra tutto chiaro, il record di 4-21 li ricandida come papabile peggior squadra a Est (insieme a Orlando). Anche perché la 13sima, ossia gli Indiana Pacers, hanno attualmente un record di 12-16 e progetti diversi per la stagione. Visto come nel fondo dell’Ovest comunque si ha una maggiore lotta con le ultime 3 squadre che sono già a 8 vittorie. Per Detroit prendere di nuovo la prima scelta al draft (o almeno chiudere in top 3) sembra cosa abbastanza alla portata.
Ciò però apre scenari interessanti per il futuro. Perché negli ultimi 2 draft Detroit ha pescato bene. Bey e Stewart (scazzottate a parte) si stanno confermando ottime prese, Cunningham sta crescendo e Grant (arrivato via free agency) conferma un giocatore da 20 punti di media. L’unico punto interrogativo è Killian Hayes, che per ora sta rendendo meno delle aspettative. Però con un quartetto di base Cunningham-Bey-Grant-Stewart e una scelta da prime 3 posizione da spendere nel prossimo draft (che propone 4 prospetti di assoluto valore come Banchero, Holgrem, Smith e Ivey), ci sono tutti gli ingredienti per un futuro più competitivo.

