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Knicks, c’è vita dopo l’infortunio di Porzingis

di Gianluigi Ambrosiano
New York Knicks

New York, 7 febbraio 2018, al Madison Squadre garden va in scena la sfida tra i Knicks e i Milwaukee Bucks del fenomeno Giannis Antetokounmpo. Con 8.50 minuti ancora sul cronometro del secondo quarto, Kristaps Porzingis va a schiacciare proprio sul greco il canestro del 31-30. Il lettone cade però male sul ginocchio sinistro e finisce a terra dolorante. L’infortunio sembra subito grave, il giocatore viene portato fuori a spalla dai compagni di squadra ed i membri dello staff. La diagnosi sarà la più infausta, rottura del legamento crociato, e tempi di recupero stimati in 8-10 mesi.

Un infortunio terribile che cambia totalmente le aspettative nella Grande Mela. Senza il lettone, che con le sue prestazioni in questa prima parte di stagione si era guadagnato il primo viaggio all’All Star Game, le già residue speranze di postseason si riducono vicino allo zero.

I Knicks quest’anno avevano fatto di tutto per non arrendersi all’ennesima stagione di transizione e crescita dei giovani. E l’inizio della stagione della banda Hornacek era stato sorprendente. Dopo essersi finalmente sbarazzati del fu  Carmelo Anthony, e slegato il coach dall’obbligo di giocare la triangle offense tanta cara all’ex presidente( parliamo ovviamente di Phil Jackson), i Knicks erano ripartiti compatti attorno al nuovo maschio alpha Kristaps Porzingis.

Si, l’Unicorno quest’anno stava facendo vedere cose del genere…

 

Il lettone stava mettendo assieme i migliori numeri della sua pur giovane carriera, con una produzione offensiva passata dai 18 punti di media dell’anno passato, ai quasi 23 di questa stagione. E con un Enes Kanter in versione aspirapolvere sotto le plance ( 10.6 rimbalzi di media a partita, record in carriera), a fine dicembre il record era ancora in parità, 18-18, con uno sguardo ravvicinato alla lotta playoff.

Il nuovo anno ha però iniziato a mandare segnali di tutt’altro avviso a New York. Gennaio si chiude con 11 sconfitte e sole 5 vittorie, e la striscia negativa al momento parla di 5 sconfitte consecutive. Dover giocare la restante parte di stagione senza la propria stella, fa si che in casa Knicks si inizi a pensare già al prossimo anno, prestando attenzione al prossimo draft che si annuncia ricco di talento. L’infortunio di Porzingis, da questo punto di vista, potrebbe dare una mano ad i Knicks, nel tentativo di perdere quante più partite possibili da qui a fine stagione, così da guadagnarsi la possibilità di una scelta alta.

Gli ultimi 2 mesi saranno fondamentali anche per completare l’inserimento di Frank Ntilikina. Il giovane play francese, scelto con l’ottava chiamata nell’ultimo draft, deve dimostrare di poter prendere in mano questa squadra ed essere il futuro della franchigia in cabina di regia. Ntilikina, che l’anno scorso giocava in Francia, sta trovando più di qualche difficoltà ad abituarsi ad i ritmi di oltreoceano. Dopo una buona prima parte di stagione, con il picco di dicembre con 24 minuti di media a partita conditi da 7.5 punti e 3.2 assist, il cosiddetto rookie wall  ha iniziato a farsi sentire, e negli ultimi 2 mesi le prestazioni del francese sono state al di sotto delle aspettative.

Ntilikina sin qui ha comunque dimostrato di essere un ottimo difensore sul perimetro:  grazie alla sua grande agilità ed una apertura alare di 216 cm, si rivela un incubo per l’attacco con la sua abilità di sporcare le linee di passaggio. Forse non sarà mai un primo violino, o un giocatore franchigia, ma potrebbe sicuramente ricoprire un ruolo importante nei Knicks che verranno.

Il ragazzo ha mani veloci ed ottimi istinti difensivi.

A dargli una mano in regia, dal mercato è arrivato l’eterna promessa Emmanuel Mudiay. Il congolese dopo essere entrato nella lega circondato da un notevole hype, settima scelta del  draft 2015, non è mai riuscito a confermare le promesse. Il giocatore è ancora nel contratto rookie per un’altra stagione dopo questa, e potrà essere valutato con calma.

Certo con i playoff oramai fuori portata, ci aspetteremmo che coach Jeff Hornacek limiti l’impiego come play del veterano Jarrett Jack, spesso partito titolare con ben 29 minuti di media a partita.

Più cervellotica la scelta di mandare via Willy Hernangomez per 2 scelte al secondo giro. Il centro spagnolo quest’anno era si finito ai margini delle rotazioni, però nella passata stagione aveva iniziato a far vedere ottime cose sotto le plance (8 punti e 7 rimbalzi di media in 18 minuti di impiego a partita). E con ancora 2 anni di contratto rookie sarebbe potuto tornare sicuramente utile. Soprattutto considerando che Kanter potrebbe uscire dal proprio contratto a fine stagione. Difficile considerando i 18 milioni garantiti, ma non impossibile considerando l’ottima stagione, almeno dal punto di vista statistico, del turco.

Ma quando si parla di Knicks ci si può sempre aspettare di tutto. Ricordiamoci che Tim Hardway Jr era stato mandato ad Atlanta 2 stagioni or sono in cambio dei diritti su Jerian Grant. E poi è stato rifirmato a peso d’oro quest’estate.

In ottica di una ultima parte di stagione improntata, si spera, a far crescere i giovani, ed il numero di sconfitte, forse si poteva fare qualcosa di più in sede di mercato e sfruttare la sin qui ottima stagione di Courtney Lee. La guardia trentaduenne sta vivendo una seconda giovinezza in maglia Knicks, ed avrebbe potuto far comodo a più di una squadra con mire di playoff. I  Knicks avrebbero potuto guadagnare dalla sua cessione, e scaricare il suo pesante contratto così da alleggerire un cap già fin troppo ingolfato.

Per un tifoso Knicks si annunciano 2 mesi difficili da qui a fine stagione. Le vittorie probabilmente saranno poche, ed il parquet di casa rischia di essere violato spesso e volentieri. A differenza degli anni passati però un barlume di speranza in più c’è.

A New York hanno bisogno di trasformare le avversità in opportunità per il futuro. Con Porzingis in campo i Knicks probabilmente non avrebbero ugualmente raggiunto i playoff, e si sarebbero solo assestati in un limbo tra lottery e postseason dal quale è sempre difficile uscire. Con qualche sconfitta in più potrebbero invece avere la possibilità di aggiungere un altro talentuoso prospetto ad un roster che vede in Porzingis e Ntilikina le  pietre angolari per il futuro, dall’alto dei loro 22 e 19 anni.

I San Antonio Spurs dall’infortunio dell’ammiraglio Robinson riuscirono a ricavare Duncan, ed un futuro che parla di 20 stagioni consecutive ai playoff. Aggiungere un Ayton, un Doncic o un Porter Jr all’attuale roster, potrebbe  riportare nell’arco di qualche anno  i Knicks sulla mappa del basket che conta davvero.

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