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Los Angeles Lakers, dove è finita la Kuzmania?

di Roberto Rossi
kyle kuzma infkrtunio

Una domanda sorge spontanea dopo questa prima parte di stagione dei Lakers: dove è finita la Kuzmania? Nella pallacanestro come in tutti gli sport di squadra, conta il risultato e non le prodezze di un singolo. Nei Lakers di oggi trascinati da un Lebron James immenso vige la stessa regola.

La vittoria come soluzione a qualsiasi problema, che se c’è, viene messo come la polvere sotto il tappeto. Nell’approfondimento di questa settimana abbiamo puntato i fari su Kyle Kuzma, che sembra in un processo evolutivo più che involutivo.

Kuzmania: a che punto è l’evoluzione di Kyle?

Il nativo di Flint, sta giocando nello starting five dalla rissa con Houston, l’idea iniziale era quella di farlo partire dalla panchina, ma poi gli eventi hanno portato ad un scelta diversa, quasi obbligata. Il suo apporto in queste ultime partite è calato dal punto di vista realizzativo e dalle percentuali dal campo,  anche i wide open sono insoddisfacenti. I motivi sono molteplici, ma credo di non commettere una castroneria nel dire che il principale sia il cambiamento di “responsabilità” con Lebron accanto. Kuzmania? Ho sbagliato nel credere Kuzma un giocatore “role” adatto per LBJ, questo poteva esserlo lo scorso anno, ma non adesso che ha preso consapevolezza di se e che ha una predisposizione verso la gara da protagonista.  A differenza di Josh Hart perfetto 3-d, Kuzma ha bisogno di essere coinvolto, non può stare in un angolo ad aspettare, piazzando qualche blocco o qualche taglio. Lui deve avere tanti tocchi di palla e spesso il suo tocco con la palla coincide con un tiro a volte giusto e ben costruito a volte forzato. Lo scorso anno Kyle era il go to guy della squadra, piaccia o no, non lo era di certo Ingram alla prese con problemi di natura fisica, non lo era di certo Randle in scadenza e in cerca di numeri per un contratto e non lo era Ball anche lui in difficoltà al primo anno, soprattutto con il tiro da 3. Kuzma ha fatto delle partite dove è stato nettamente il leader offensivo della squadra, ed ora gli viene chiesto altro. La sua difesa è lacunosa, si qualche stoppata, l’impegno è massimo, il ragazzo ha voglia di crescere in ogni ambito, ma se hai un potenziale ventellista e non riesci a farlo esprimere il problema è più tecnico che individuale. Soluzione?

Mi permetto di suggerire un cambio dopo sei minuti di gioco di Ball e Kuzma in contemporanea per far si che poi la second unit sia guidata da Lonzo e finalizzata da Kyle. Correre per il n 0 è vitale, attaccare la difesa non schierata il suo pane, questo servirebbe per metterlo in fiducia nei finali, dove si, dovrebbe semplicemente stare nell’angolo ad aspettare la scelta di Lebron, o in alcune circostanze se non in serata non giocarli affatto.

Come per ogni squadra la chimica fa la differenza ed è questo che i Lakers stanno cercando, io credo che non sia ancora stata trovata, ma fino che Lebron è questo, non sbatteremo davanti ai problemi reali, che ci sono, e non vanno messi come la polvere sotto il tappeto

 

 

 

 

Rossi Roberto

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