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Minnesota Timberwolves: un’annata al di sotto delle aspettative

di Andrea de Rose

Una stagione al di sotto delle aspettative per i Minnesota Timberwolves, i quali non hanno centrato l’obbiettivo playoff e stanno terminando la stagione peggio di come l’avevano iniziata. Le cause sono molteplici: il rendimento poco soddisfacente di Andrew Wiggins, lo scambio che ha portato Jimmy Butler, leader tecnico della squadra a Philadelphia e Dario Saric (poco integrato nella squadra) e Covington (fuori per infortunio fino al termine della stagione) ai Wolves, il licenziamento di  Tom Thibodeau per scarsi risultati con la conseguente scelta di mettere Saunders come allenatore ad interim. La stagione di Minnesota è sicuramente negativa, ma ci sono alcune note positive da cui ripartire.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: LA FINE DEI BIG THREE

Derrick Rose ha ‘preso il posto’ di Butler e ha preso per mano i compagni di squadra. Il suo pick and roll coi lunghi ha  funzionato.

La stagione è iniziata rilento con 4 vittorie e 9 sconfitte e la conseguente decisione di Butler di essere ceduto a tutti i costi. Il 13 Novembre 2018 si accasa ai Philadelphia 76ers. Con lui in campo si è preferito a far circolare poco la palla, dividendo i possessi con Wiggins e Towns che spesso utilizzano l’isolamento spalle a canestro per concludere in solitaria. Indubbiamente i Wolves hanno perso una superstar su entrambi i lati del campo ma ne hanno guadagnato in serenità all’interno dello spogliatoio e in gioco di squadra. A sostituire uno dei big three ci  ha pensato Derrick Rose, il quale ha giocato probabilmente la miglior stagione della carriera post infortunio. Con lui in campo Minnesota ha messo in mostra un’ottima pallacanestro di squadra, una circolazione di palla più fluida, registrando una media di 24.5 assist per partita. L’attacco riprende a girare con 112.7 punti di media per partita, la difesa invece fa acqua da tutte le parti con 113.9 punti subiti di media. I dati poco incoraggianti  i risultati hanno poi causato il licenziamento del capo allenatore Tom Thibodeau il 7 Gennaio del 2019.

TUTTA COLPA DI THIBODEAU?

Tom Thibodeau a colloquio con Karl Anthony Towns.

La squadra poi è stata affidata a Ryan Saunders (allenatore in seconda). I Minnesota Timberwolves hanno minimamente reagito facendo registrare nel mese di gennaio un record di 8 vittorie e 6 sconfitte (unico mese in positivo della stagione). In generale hanno fatto fatica a trovare un’identità di gioco e si sono affidati alle giocate di un ritrovato Rose e del giovane talento Towns per risolvere le partite. Jeff Teague, il playmaker titolare, non è riuscito a far cambiare marcia alla squadra, Wiggins invece sembra essersi perso in questa stagione e anche Saric sembra un lontano parente del giocatore che era a Philadelphia. Il 12 Marzo è arrivato un nuovo infortunio per Rose che lo ha costretto a terminare la stagione anzitempo. Senza di lui Minnesota è calata definitivamente. Tutto questo unito a un difesa disastrosa ha prodotto una stagione di transizione. Possiamo indicare Thibodeau come unico colpevole? Di  sicuro l’ex guida dei Chicago Bulls non è riuscito a mettere assieme i pezzi del puzzle, ma i giocatori non sono sempre stati costanti nel rendimento, per non parlare di un roster assemblato in maniera disfunzionale con le idee di basket del momento.

INCERTEZZE E CAPISALDI PER IL FUTURO

Wiggins e Towns, le due stelle della squadra.

La stagione sta volgendo al termine e i Wolves devono programmare il futuro ripartendo dalle note positive di quest’anno e facendo attenzione ad alcune incognite. La scelta del nuovo allenatore è fondamentale per gestire al meglio un gruppo che ha bisogno di una guida forte. L’ennesimo infortunio di Rose lascia in apprensione tutta Minnesota con la speranza che non sia nulla di grave e possa tornare più forte di prima. il contratto pesante di Wiggins a fronte di una stagione poco positiva è un altro tema da affrontare in casa Timberwolves. Per ripartire  si può contare sul completo inserimento di Saric e Covington , oltre alla stagione comunque positiva di Karl Anthony Towns in doppia doppia di media, sempre più leader e uomo franchigia a cui affidarsi per le speranze future.

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